Il Tirreno

Pontedera

Cancelli aperti dal 9 gennaio solo per gli addetti alle Meccaniche

Piaggio, 950 in cassa

Manolo Morandini
Operai all’uscita dallo stabilimento Piaggio di Pontedera
◗
Operai all’uscita dallo stabilimento Piaggio di Pontedera

Slitta di una settimana il rientro dopo Befana

2 MINUTI DI LETTURA





 PONTEDERA. La sorpresa c'è e non è delle migliori. Sotto l'albero per 950 lavoratori della Piaggio c'è una settimana di cassa integrazione ordinaria. Un rientro in fabbrica che slitta in modo forzato, dal 9 al 16 gennaio, per gli addetti degli stabilimenti 2R e 3RM. Causa: l'eccesso di scorte in magazzino.  Lo hanno appreso le rappresentanze sindacali nell'incontro in cui l'azienda ha comunicato il programma di lavoro per la ripartenza del 2012, dopo il fermo per le festività di Natale. Resta confermato, invece, il rientro al 9 gennaio per gli addetti allo stabilimento Meccaniche, quello in cui si assemblano i motori.  «È un campanello d'allarme - afferma David Belcari della rappresentanza Fim-Cisl in Piaggio -. E ciò soprattutto se lo si inquadra nel contesto generale nazionale ed europeo». Che aggiunge: «Gennaio non è mai stato un mese ad alta intensità di lavoro però dopo le feste siamo quasi sempre rientrati in fabbrica dopo la Befana».  Il passo dei vertici di Casa della Vespa è nel segno della prudenza. UNa ripartenza senza forzare sull'acceleratore per poi trovare il passo in base all'evoluzione dei mercati. La visibilità resta bassa. E per non sovraccaricare i magazzini anche il regime dal 16 gennaio sarà a passo ridotto, le linee viaggeranno dalle 8 alle 17 e non su doppio turno, dalle 6 alle 14 e dalle 14 alle 22.  Il 2012 è quello dei nuovi modelli. Tra tutti la Vespa 46 che sarà commercializzata da dicembre del prossimo anno. Per adesso in fabbrica si lavora a delle pre-serie per mettere a punto il ciclo produttivo che dovrebbe entrare a regime tra marzo e aprile prossimi.  Gli obiettivi del Gruppo sono stati presentati di recente dal presidente e amministratore delegato Robeto Colaninno. Il piano industriale al 2014 di Piaggio prevede un «forte riposizionamento» del Gruppo su prodotti e aree e non conterrà «riduzioni del personale nel complesso», ha spiegato il il presidente Colaninno. «Piaggio è fortunata - ha detto - non sta vivendo i drammi di questa crisi. C'è un processo di riorganizzazione costante, che si riacutizza in momenti come questo, ma nel complesso non abbiamo previsto riduzione del personale nonostante la forte riorganizzazione».  L'azienda vuol passare da 600mila a un milione di veicoli prodotti, affidandosi a venti nuovi modelli in 5 anni. Nel breve periodo verranno lanciate sul mercato 5 moto Guzzi, 2 scooter Piaggio, 2 scooter Aprilia e la nuova Vespa 46.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera