Cobas: «Nei negozi sono troppi i contratti irregolari»
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Nella foto darchivio linterno di un negozio di accessori Dai sindacati Cobas parte la denuncia di un uso eccessivo di contratti atipici per il commercio 2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Dicembre, tempo di acquisti, ma anche di «contratti atipici nel mondo del commercio che andrebbero monitorati se non denunciati», come affermato da Federico Giusti e Davide Banti dei Cobas. «Ci saremmo aspettati un'attività capillare dei sindacati come quelli delle Camere del lavoro della Cgil, rispetto a questo problema - aggiungono - ma non abbiamo ricevuto notizia di azioni di questo genere su situazioni che poi possono sfociare in casi di sfruttamento come quelli segnalati da due lavoratrici di aziende che operano in appalto per grosse catene di supermercati in provincia di Pisa». «Nel primo caso - raccontano i due esponenti dei Cobas - una donna si è fatta male lavorando ed è andata in malattia, ma una volta rientrata è stata messa di nuovo a fare lo stesso lavoro di prima, finendo per aggravare la sua situazione. Dopo un ulteriore periodo di malattia ha richiesto la visita medica che ha evidenziato patologie da usura a causa del lavoro che, però, l'azienda non ha intenzione di riconoscere». L'altro caso è quello di «una lavoratrice di una cooperativa di carico-scarico merci ai magazzini centrali di una grande catena di supermercati» con «orari e ritmi massacranti e zero diritti», come recita la lettera che ha inoltrato ai Cobas. «La paga, formalmente oraria - scrive è praticamente a cottimo, in base a quanta merce riesci a caricare sui bancali in un turno di 6 ore». A volte vengono fatti doppi turni, mentre «la forma contrattuale è quella di socio lavoratore di cooperativa, oltre ad altre forme contrattuali precarie in un contesto di discrezionalità da parte dei capi turno e di assoluta assenza di sicurezza». A.Q.
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