Il Tirreno

Pontedera

Bacci soddisfatto per il bilancio della quarta edizione del Festival

Ultima settimana per sottoscrivere gli abbonamenti: nessun aumento

La platea degli spettatori al teatro Era di Pontedera
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La platea degli spettatori al teatro Era di Pontedera

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 PONTEDERA. Il teatro come bisogno controcorrente di tornare ad incontrarsi. Il teatro come casa dell'arte e come momento irripetibile che guarda al futuro. E' così che Roberto Bacci, direttore artistico della Fondazione Pontedera Teatro, pensa alla sua struttura. E lo fa con dati e cifre alla mano. Con numeri che raccontano un bilancio dove le luci e le ombre si equivalgono. Dove si spende per mettere in piedi una rassegna di spettacoli prestigiosi e dove il pubblico è fedele e raggiunge le migliaia di presenze. «Si è appena conclusa la quarta edizione del Festival Teatro Era - dice Bacci - che ha visto la partecipazione, per circa due mesi, dal 14 ottobre al 4 dicembre, di artisti italiani e stranieri. Un festival che ci è costato quasi 91mila euro ma che ha trovato anche un riscontro di consensi notevole, conteggiato in 20mila spettatori». Un bilancio insomma piuttosto roseo, che testimonia di aver intrapreso il percorso giusto. Che sembra però aver necessità di ulteriori conferme. «Sono iniziati i preparativi per la nuova stagione teatrale - continua il direttore - e le risorse spese sono più o meno le stesse di quelle del Festival, nonostante i prezzi dei biglietti siano i più bassi della Toscana e siano bloccati da anni. Da lunedì 19 a venerdì 23 dicembre riapre poi l'ultima settimana per sottoscrivere gli abbonamenti, con nuove formule e possibilità di risparmio incrociate con il teatro di Buti. Per ora se ne contano 150 su 500 posti disponibili». Sono invece 70 su 200 gli abbonamenti già stipulati al "di Bartolo", dove i costi per reggere la stagione e per pagare le compagnie che solcheranno i palcoscenici si aggirano sui 32mila euro. (p.s.)

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