Il Tirreno

Pontedera

Venerdì sera al teatro Era. L’ingresso è gratuito, ma occorre prenotare

Gli anni d'oro dell'Insomnia nel film di Cavallini e Giovannini

Andreas Quirici

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 PONTEDERA. "Ho sofferto d'Insomnia", il film documentario di Tommaso Cavallini e Andrea Giovannini sulla discoteca de Le Melorie, sarà proiettato in prima visione al teatro Era venerdì alle 21,30. L'ingresso è gratuito, ma occorrerà prenotare un posto a sedere scrivendo all'indirizzo "hosoffertodinsomnia@gmail.com".  Sarà il riassunto di anni e anni di serate, di personaggi più o meno conosciuti (come i vari dj e vocalist Miki, Farfa, Mario Più, Ricky Le Roy, Franchino, Kiticonty, Pechino, Vibot, Zappalà, Roby J, Tognetti, Principe Maurice, Zicky), di aneddoti e di storie di giovani che arrivavano a Ponsacco da ogni parte d'Italia. «Questo documentario è la somma di tutto quel che ha rappresentato l'Insomnia per tanti giovani e per noi che ci abbiamo lavorato, creandola da niente. Sarà, però, anche il punto di partenza - ha detto Antonio Velasquez, l'art director del locale che inventò la Discoacropoli d'Italia - per una serie d'iniziative legate all'Insomnia e al film che Cavallini e Giovannini hanno saputo realizzare e a tutti coloro che hanno collaborato con il reperimento di foto, filmati e testimonianze. Intanto, vorremmo portare il film nei cinema di tutta Italia, specie in città come Milano, Napoli, Torino, Bologna e Firenze, che più di tutte hanno contribuito a creare il mito della Discoacropoli con i famosi pullman che giungevano in massa a Ponsacco. E poi, abbiamo in ponte una trattativa con Sky per la produzione del documentario, con lo stesso colosso dell'informazione e dell'intrattenimento televisivo che ha dato chiari segnali d'interessamento».  Il film-documentario della Welove Plaza Enterteinment, in collaborazione con Locomotion Srl, ripercorre tutte le tappe del locale, con interviste a vecchi frequentatori, molte delle quali raccolte proprio il giorno dell'ultimo atto, avvenuto lo scorso primo maggio. Una serata in cui, però, un giovane ligure perse la vita, travolto da un cocktail micidiale di alcol e droghe. «Una tragedia immensa - ricorda Velasquez - un dolore immenso che ci ha colti tutti di sorpresa. Chi era dentro a lavorare o a divertirsi non si è accorto di nulla. Resta il fatto che un altro giovane se n'è andato durante una serata che doveva essere esclusivamente un momento di festa e questo non dovrebbe accadere assolutamente. Servirebbero molte cose per provare a evitare episodi di questo genere, perché il dolore di un amico o di un figlio che esce da casa per andare in discoteca e poi non ritorna più è qualcosa che ti devasta».

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