Il Tirreno

Pontedera

La patata bollente è in Provincia

Cristiano Marcacci
La patata bollente è in Provincia

Devono decidere da Pisa. La Waste: «Nessun ostacolo tecnico per dirci di no»

3 MINUTI DI LETTURA





 CASTELFRANCO. La patata bollente è tutta nelle mani della Provincia di Pisa. E scotta parecchio. La fase di stallo non potrà durare a lungo ed entro pochi giorni dal palazzo di piazza Vittorio Emanuele dovrà arrivare il verdetto finale: il via libera o l'ulteriore "no" al pirogassificatore per lo smaltimento dei rifiuti industriali che la Waste Recycling vuol realizzare a Castelfranco, sul quale la Regione Toscana ha già espresso un parere tecnico favorevole e contro cui continuano a scagliarsi moltissimi cittadini. Proprio sabato prossimo è in programma una seconda manifestazione di piazza.  A "ricordare" alla Provincia che si avvicinano i giorni della decisione è la stessa Waste Recycling, riunita ieri al gran completo per manifestare la propria carica fiduciosa rispetto all'eventualità di un semaforo verde della Provincia. Erano presenti il presidente Maurizio Giani, il vicepresidente Maurizio Signorini e i tecnici Gabriele Battistelli, Mike Lapolla e Iacopo Sodini. All'unisono è stato più volte ripetuto: «Il clamore che è nato e si è sviluppato intorno al nostro progetto è totalmente ingiustificato. Si sta parlando, infatti, di un impianto grande come un forno per pizze, che può contenere fino ad un massimo di 250 chili di rifiuti. Purtroppo, l'argomento ha catalizzato l'attenzione di persone, movimenti e partiti che l'hanno sfruttato per propri fini ed interessi».  Ma perché la Waste è convinta che la Provincia cambierà posizione nel giro di poche settimane e dirà di sì all'impianto? Lo ha spiegato nei dettagli Maurizio Giani: «Il progetto è stato valutato con attenzione e professionalità dai tecnici dell'Asl, dell'Arpat e degli uffici tecnici della Provincia e della Regione, che lo hanno validato non riscontrando carenze e pericoli. Inoltre, lo stesso progetto è inquadrato in modo corretto nel contesto aziendale, visto che nel pirogassificatore si tratteranno solamente i rifiuti non riutilizzabili e altrimenti destinati alla discarica, che si renderà autonoma dal punto di vista energetico l'intera piattaforma della Waste Recycling e che si avrà una riduzione d'impatto ambientale».  I vertici della Waste hanno ripercorso quanto avvenuto negli ultimi mesi, a partire dal 28 settembre, quando la Conferenza dei Servizi della Provincia si espresse in modo differenziato, con i tre sì di Arpat, Asl e ufficio tecnico della Provincia e il no del Comune di Castelfranco. «Successivamente però - hanno sottolineato Giani e Signorini - il presidente della Provincia invitò il dirigente dell'ufficio tecnico a non esprimere parere favorevole per una questione prettamente politica. È a quel punto che noi decidemmo di appellarci alla legge regionale 35 sulle opere strategiche, in quanto fu evidente che non esiste alcun motivo tecnico ostativo nei confronti del progetto, bensì si tratta unicamente di problemi politici a livello locale».  E il processo partecipativo che ha sancito il "no" popolare che fine farà? Qualcuno lo considera? «L'abbiamo considerato - risponde il presidente Giani -. Tant'è che abbiamo modificato la nostra richiesta di autorizzazione, che non è più a tempo indeterminato ma riferita ad un periodo di tempo definito (8.000 ore di funzionamento). Ciò permetterà a tutti di essere certi dei risultati attesi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino