Guerra del sale, il "pasticcio" delle due determine. E la Solvay ricorre al Tar
Andreas Quirici
Impugnato il decreto dirigenziale con cui di fatto il Comune ha bloccato l'attività estrattiva. In questa pagina sono pubblicati entrambi i documenti al centro della vicenda
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VOLTERRA. Tanto tuonò che piovve, è ufficiale l’annunciato ricorso al Tar da parte di Solvay nei confronti del decreto dirigenziale con cui il Comune di Volterra ha di fatto bloccato l’estrazione di salamoia della multinazionale belga è arrivato. Il Tirreno lo aveva anticipato nei giorni scorsi e adesso arriva la nota ufficiale della Regione, dopo l’incontro dell’altra sera a Firenze. Un faccia a faccia tra i legali dell’azienda (la sede della divisione Italia è a Rosignano), rappresentanti dell’avvocatura della Regione, gli assessori regionali Gianfranco Simoncini e Anna Rita Bramerini e quelli della Provincia di Pisa Valter Picchi e di Livorno Nicola Nista.
Un quadro che preoccupa le istituzioni, visto che la Regione dice di voler convocare un tavolo “con tutti i soggetti interessati per valutare se esistono le condizioni per una ricomposizione della vicenda, al fine di evitare contraccolpi all’attività di Solvay e alla sua permanenza in Toscana”. La prospettiva, quindi, potrebbe essere anche quella di un disimpegno da parte di Solvay a Rosignano, con ricadute assolutamente disastrose per il territorio livornese, ma anche per quello della Valdicecina, visto che Atisale di Saline di Volterra, dipende in gran parte proprio dall’estrazione di salamoia che la stessa Solvay effettua nel Volterrano.
Gli stessi lavoratori di Atisale hanno incontrato ieri il sindaco Marco Buselli per capire i dettagli della situazione. «Il sindaco ci ha detto di voler discutere con Regione, Provincia e Solvay - ha detto Sonia Antoni della Cgil - per trovare un rimedio a questa vicenda. Da parte nostra siamo preoccupati, ma anche un po’ arrabbiati, visto che le ricadute negative sono tutte per i lavoratori, mentre nessuno ci ha coinvolto in quel che stava accadendo. E soprattutto sono state prese decisioni amministrative senza considerare i danni occupazioni che avrebbero comportato ».
Il timore che questa vicenda possa trasformarsi in un dramma lavorativo ed economico sono anche di Valter Picchi. «Siamo preoccupati - afferma - ma crediamo che ci possano essere i margini per ricucire lo strappo e avviare un nuovo confronto per ricominciare a parlare di investimenti sul territorio da parte di Solvay, ma soprattutto di programmi occupazionali. Certo è che tutto questo polverone non ci voleva ospecie in un momento delicato come questo».
LA PRIMA DETERMINA
LA SECONDA DETERMINA
Un quadro che preoccupa le istituzioni, visto che la Regione dice di voler convocare un tavolo “con tutti i soggetti interessati per valutare se esistono le condizioni per una ricomposizione della vicenda, al fine di evitare contraccolpi all’attività di Solvay e alla sua permanenza in Toscana”. La prospettiva, quindi, potrebbe essere anche quella di un disimpegno da parte di Solvay a Rosignano, con ricadute assolutamente disastrose per il territorio livornese, ma anche per quello della Valdicecina, visto che Atisale di Saline di Volterra, dipende in gran parte proprio dall’estrazione di salamoia che la stessa Solvay effettua nel Volterrano.
Gli stessi lavoratori di Atisale hanno incontrato ieri il sindaco Marco Buselli per capire i dettagli della situazione. «Il sindaco ci ha detto di voler discutere con Regione, Provincia e Solvay - ha detto Sonia Antoni della Cgil - per trovare un rimedio a questa vicenda. Da parte nostra siamo preoccupati, ma anche un po’ arrabbiati, visto che le ricadute negative sono tutte per i lavoratori, mentre nessuno ci ha coinvolto in quel che stava accadendo. E soprattutto sono state prese decisioni amministrative senza considerare i danni occupazioni che avrebbero comportato ».
Il timore che questa vicenda possa trasformarsi in un dramma lavorativo ed economico sono anche di Valter Picchi. «Siamo preoccupati - afferma - ma crediamo che ci possano essere i margini per ricucire lo strappo e avviare un nuovo confronto per ricominciare a parlare di investimenti sul territorio da parte di Solvay, ma soprattutto di programmi occupazionali. Certo è che tutto questo polverone non ci voleva ospecie in un momento delicato come questo».
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