Il presidio
Alle 16,30 alla sala Carpi una tavola rotonda sul Piaggista e lo scioperone del 1962
Quel giorno che fece la storia e dette alla città le radici operaie
Paola Silvi
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Un numero della rivista 4 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Il 17 maggio 1962 non è stato un giorno come gli altri. Non lo è stato per la Piaggio, per i suoi operai, per Pontedera. La Fiom, rompendo gli indugi, proclamò lo sciopero a partire dalle 14,45. Il turno di sera non doveva entrare. Ma per chi aspettava fuori senza farsi intimidire e per chi ancora era in fabbrica, col grembiule o il flessibile in mano, il tempo non passava mai. Un conto alla rovescia scandito minuto per minuto. "Uno spasimo", scriveva Renzo Remorini. «Tutta l'officina è immobile. E' il cuore, il sentimento, l'anima di ognuno che si è fermata e aspetta il suono del campanello. C'è silenzio assoluto e tensione in tutti. In chi come me ha sognato questo momento per anni, in chi è la prima volta che ci si trova, in chi aveva sperato che un momento simile non potesse mai avvenire». Centinaia gli operai ammassati davanti agli ingressi. Pianti, urla, abbracci. «Ci sono quelli di Pisa arrivati a sostenerci, quelli licenziati nelle maniere più odiose, donne, giovani, anziani, il prete di Vicopisano». E' lo scioperone del 1962 raccontato attraverso la voce, lo sguardo, i sogni, le grandi battaglie dei piaggisti. Scandito dalle pagine di un giornale, "Il Piaggista", senza troppi peli sulla lingua, orgogliosamente schierato, ma anche moderno e attento ai cambiamenti culturali. Da una parte la città della Vespa, balzata agli onori della cronaca nazionale per il coraggio e le richieste dei suoi cittadini-operai. Dall'altra, quasi sullo sfondo, i fatti di un'Italia che stava crescendo. Oggi, a distanza di mezzo secolo la scommessa è quella di recuperare le tessere di questo storico puzzle. Di far rivivere un anniversario speciale. «Di mettere al centro della scena politica - spiega Antonio Pasquinucci, segretario del Partito Democratico - il tema del lavoro e della produzione manifatturiera». Con un'attività di ricerca e approfondimento sui processi che hanno reso possibile una metamorfosi che passa dalla globalizzazione alla finanziarizzazione del mercato, dalle nuove tecnologie alla società della conoscenza. «Il partito - continua Pasquinucci - vuole misurarsi con questa trasformazione e Pontedera rappresenta uno dei luoghi simbolici». In scena almeno un paio di iniziative per celebrare le radici operaie. «La prima - spiega il segretario - è la realizzazione di un prodotto editoriale che contenga i principali numeri del giornale di fabbrica uscito a partire dal 1952 sotto la testata de "Il Piaggista" (anni 50 e 60) e successivamente ('70 e'80) come "Il Piaggista nuovo". Il volume cartaceo sarà accompagnato da un dvd con la collezione completa (1952-1987), un programma di lettura testi e testimonianze. A questa fase editoriale stanno lavorando Michele Quirici e Valentina Filidei mentre quella di recupero e archiviazione è curata da Alessandro Remorini». Da qui al secondo evento, il salto è breve. «La seconda iniziativa prevede una mostra, dedicata al Piaggista, che si svolgerà nella primavera del 2012 presso il Centrum Sete Sois Sete Luas negli ex archivi Piaggio davanti alla portineria centrale. L'allestimento, curato dagli architetti Arzelà e Scarpetti, sarà costituito da materiali multimediali ed avrà come filo conduttore il giornale e la vertenza del '62. Tra gli altri, il racconto "Tempo Cammina" di Renzo Remorini, vincitore di un concorso indetto all'epoca dalla sezione comunale del Pci e pubblicato sulle pagine nazionali dell'Unità». Il progetto sulla mostra inizia a muovere i primi passi. «Dopo le riunioni di coordinamento - entra nel merito Pasquinucci - siamo alla raccolta delle testimonianze dei protagonisti dell'epoca». Grazie alla supervisione di Rigoletto Biasci, da metà novembre, la regista Lorenza Pucci, con l'assistenza di Carla Capantini, aziona la telecamera. «Le interviste, curate dallo storico Roberto Cerri, durano un'ora e cercano di scavare nella memoria e nei ricordi dei veri attori di quella vicenda. Questa prima fase dovrebbe concludersi con le festività natalizie. Il video sarà poi allegato al volume antologico dedicato a "Il Piaggista" e le interviste proiettate nella mostra». E già sono stati scrutati dall'occhio meccanico Giacomo Maccheroni, Luciano Bernardeschi e Mario Silvi, ex sindacalisti Fim Cisl negli anni Settanta e Ottanta, Giancarlo Calamai piaggista e disegnatore per il giornale appunto, Renzo Badalassi, ex sindacalista e già giovane dipendente dell'azienda nel '62, Giacomo Dolo, uno dei protagonisti dello sciopero e suo fratello Bruno, Marco Barabotti, altro ex sindacalista e Mario Mannucci, allora segretario della Camera del lavoro di Pontedera negli anni Sessanta. Il progetto sarà presentato stasera alle 16.30 alla sala Carpi di via Valtriani durante la tavola rotonda dal titolo "Tempi di lavoro: Il Piaggista e lo Scioperone del '62". Parteciperanno, oltre al sindaco Simone Millozzi e al segretario comunale del Pd Antonio Pasquinucci, Renzo Rossi segretario provinciale Uil, Angelo Mangino segretario provinciale Fim-Cisl, Adriano Marsili urbanista, Manrico Ferrucci vice presidente della Fondazione Piaggio e lo storico Roberto Cerri.
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