Il presidio
Saline: la carica dei 150 per il ricorso contro linvaso di Puretta
Con la cena di autofinanziamento parte la petizione in difesa della valle
Francesca Suggi
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Un momento della cena e uno degli striscioni di protesta 2 MINUTI DI LETTURA
VOLTERRA. Buona la prima. Oltre cento persone a tavola per dire no al progetto di Puretta. E provare, insieme, con iniziative di auto-finanziamento, a fare ricorso al Tar contro il maxi lago artificiale che dovrebbe sorgere a Molino di Berignone, tra Pomarance e Volterra. Uno scempio ambientale che si può evitare per Pro loco di Saline e Comitato in difesa dell'Alta Valdicecina che hanno organizzato la cena. Arrivano da tutta la provincia di Pisa i commensali: il richiamo ecologista fa breccia. «Ci aspettavamo al massimo un centinaio di persone e invece eravamo quasi in 150, con gente un po' da tutta la provincia di Pisa», commentano dal Comitato. Quello che si chiede è scritto in tutti quegli striscioni appesi nel locale di Saline e in tutta la frazione. "Dignità per questa valle", si grida in uno. Prima e dopo la cena Vittorio Pedrinazzi, uno degli irriducibili del Comitato, illustra lo stato dell'arte del progetto di Puretta e dell'attualissimo cantiere Solvay ai Boschini. Tutti concordano che Saline è nella morsa delle concessioni minerarie. Il Comitato non è contro l'attività della multinazionale, ma chiede certezze per lo sviluppo della frazione. Reclama un confronto con l'azienda. Il prossimo passo è quello di organizzare per il 30 novembre un'assemblea a tema a Pomarance. «Questa sera alle 21 noi del Comitato - dicono - ci troviamo al Cral per fare il punto rispetto all'incontro che abbiamo avuto con il sinaco di Pomarance Loris Martignoni e metteremo a punto anche altre iniziative come una petizione che lanceremo a breve. La comunità tutta deve essere informata su quello che sta succedendo e dobbiamo essere compatti».
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