Il Tirreno

Pontedera

La giunta regionale dice sì al pirogassificatore di Nse-Waste Ma i cinque sindaci Pd insorgono

Il parere favorevole di Firenze suscita subito un vespaio di polemiche «Una decisione che rischia di delegittimare le istituzioni locali»

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 CASTELFRANCO. In tanti gridano al ribaltone. La giunta regionale ha espresso un parere tecnico favorevole all'installazione a Castelfranco del pirogassificatore della Nse e della Waste Recycling. Quest'ultima aveva chiesto di attivare la procedura speciale della recente legge regionale 35 sulla realizzazione di opere strategiche, che interviene nelle situazioni di "impasse". Con questo sì l'amministrazione regionale presta il fianco ad una serie di facili accuse. Prima fra tutte quella di calpestare la volontà popolare.  A cos'è servito il processo partecipativo costato decine e decine di migliaia d'euro? A cosa sono servite le numerose manifestazioni di piazza? A cosa sono serviti i vari documenti partoriti dai consigli e dalle giunte comunali? Insomma, a cosa sono serviti i "no" all'impianto per il trattamento dei rifiuti industriali? Domande, a questo punto, lecite, che la gente si pone e che i sindaci si pongono.  Anzi, i sindaci vanno oltre. In un documento congiunto scritto poche ore dopo la decisione della giunta regionale, Umberto Marvogli (Castelfranco), Osvaldo Ciaponi (Castelfranco), Alessandra Vivaldi (Montopoli), David Turini (Santa Maria a Monte) e Vittorio Gabbanini (San Miniato), tutti targati Pd, affermano di non condividere la scelta "fiorentina" e anticipano che faranno valere in ogni sede la contrarietà al pirogassificatore.  «Ci saremmo aspettati - affermano i cinque sindaci - maggiore condivisione. E' prevalsa invece una lettura meramente tecnica che elude la reale sostanza di questa vicenda. Sorprende come non si siano volute comprendere le ragioni politiche, che sono una componente non secondaria delle decisioni di governo. Non bastano le valutazioni tecniche: servono un indirizzo politico ed una concertazione territoriale. In questa zona ne abbiamo fatto un metodo di governo, e con questo abbiamo saputo prendere decisioni che hanno permesso la realizzazione di infrastrutture e di un sistema integrato di impianti centralizzati e consortili realmente strategici. Proprio a proposito della strategicità cui la legge regionale 35/2011 fa riferimento, è improprio che un impianto come quello proposto da Waste e Nse possa essere considerato "strategico" sul piano regionale. Siamo fortemente preoccupati, perché questa situazione rischia di delegittimare non solo di fronte ai cittadini ma anche agli occhi degli operatori economici le istituzioni territoriali, che hanno tra l'altro attuato anche un percorso partecipativo finanziato con risorse regionali. Crediamo che il ricorso a poteri straordinari e soluzioni "dall'alto" non favorisca l'attrazione di maggiori investimenti nella nostra regione. Al contrario pensiamo che la strada da percorrere sia quella di promuovere un modo diverso di responsabilizzare gli enti locali e favorire nuove forme di concertazione territoriale. Per tutti questi motivi ribadiamo le ragioni della nostra contrarietà alla realizzazione dell'impianto. Ribadiremo queste nostre ragioni in tutte le sedi opportune, a partire già dalle prossime sedute dei consigli comunali. Faremo la nostra parte fino in fondo, valutando tutti i presupposti, anche quelli giuridici».  Anche il Pd provinciale conferma il proprio parere negativo, nonostante il sì della Regione. «Salta agli occhi - sottolineano il segretario provinciale Francesco Nocchi e il coordinatore del Valdarno Inferiore Massimo Baldacci - il netto contrasto che c'è tra il percorso partecipativo finanziato dalla Regione Toscana in base ad una sua legge (che ha avuto l'esito che tutti conosciamo) e l'applicazione della legge 35/2011 sui poteri sostitutivi della Regione stessa: quest'ultimo atto smentisce completamente il primo. Continueremo pertanto ad affermare la nostra contrarietà a questa localizzazione dell'impianto e auspichiamo che pur in queste condizioni difficili ci sia ancora lo spazio per trovare in maniera condivisa soluzioni differenti».

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di Redazione web