Il Tirreno

Pontedera

«Troppe estetiste non autorizzate»

Sabrina Chiellini
Un lettino per trattamenti estetici
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Un lettino per trattamenti estetici

Un esposto a vigili e Guardia di Finanza contro le lavoratrici a domicilio

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CASCINA. In un dettagliato esposto alcuni centri estitici della provincia di Pisa, anche se i promotori della lettera sono di Cascina, denunciano la sempre più diffusa abitudine di lavorare come estetista al nero ricevendo la clientela a casa. L'esposto è stato inviato al comando provinciale della Guardia di Ginanza.  E alla polizia municipale di Cascina e Pisa. Nel mirino della denuncia "imprenditori" o "imprenditrici" improvvisati nel campo dell'estetica. «Non parliamo di centri regolarmente autorizzati ma di persone che effettuano tale attività nell'ombra, principalmente entro i confini delle proprie abitazioni, eludendo il previsto prelievo fiscale, operando in regime di concorrenza sleale», scrivono le titolari di alcuni centri estetici della provincia. 

«Specialmente nel comune di Cascina, sede di partenza di questo esposto, è a conoscenza dei sottoscriventi il diffuso esercizio abusivo di questa professione, spesso senza neanche aver conseguito il titolo professionale abilitativo». Insomma si parla di massaggi, depilazioni: di tutto, di più. Fatti in casa a prezzi ribassati, senza rilasciare scontrini o ricevute fiscali. «In questo contesto si è poi ulteriormente inserita l'attività di ricostruzione unghie che rientra nelle specificità di coloro che hanno conseguito il previsto titolo di "estetista"». Anche questa attività viene svolta a prezzi che risultano «improponibili per i centri estetici riconosciuti, i quali, oltre a dover far fronte alla ormai profonda crisi in atto, si vedono sempre più ridurre la clientela a favore di "lavoratori" o "lavoratrici" illegali». 

I centri estetici legali con cadenza regolare ricevono i controlli per il rispetto delle leggi, lavorano rispettando la normativa fiscale prevista. Negli ultimi anni, vuoi anche per la crisi che si fa sentire in tutti i settori, i centri estetici hanno subìto un forte decremento dell'attività. «Molti di noi - scrivono i firmatari della lettera - hanno difficoltà nel proseguimento dell'esercizio della professione e tutto questo va a vantaggio di coloro che dell'evasione fiscale fanno il loro punto di forza. Siamo ormai vicini al collasso e quindi abbiamo preso la decisione di portare a conoscenza la nostra situazione, nella speranza che un'azione decisa e mirata da parte vostra possa ristabilire il giusto equilibrio del settore attualmente alla deriva». 

Molte estetiste sono venute a sapere delle concorrenti sleali dalle stesse clienti che hanno interrotto massaggi o trattamenti estetici fatti nei centri estetici per andare dall'estetista a domicilio spendendo quasi la metà.  Ovviamente ogni centro estetico sa quali sono le situazioni che la Finanza potrebbe andare a verificare. Le fiamme gialle e la stessa polizia municipale se decideranno di prendere in considerazione l'esposto, che è stato firmato da numerose titolari di centri estetici, sapranno dove rivolgersi.  «Non ho fatto una ricevuta fiscale per una depilazione delle ciglia - dice un'estetista - di pochi euro. E sono stata multata dalla Finanza che era fuori dal mio negozio. Loro hanno fatto il loro lavoro. Ma potrebbero concentrarsi, e con questo esposto ne hanno la possibilità, su chi non evade il fisco completamente».

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