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Pontedera

Più morti per tbc e tumori alla pleura

Geotermia, i dati dell'Ars. La Regione stanzia 150mila euro

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 POMARANCE. A Pomarance salta fuori una mortalità per tumori alla pleura superiore del 332% rispetto alle aspettative regionali. Relativamente alle leucemie lo studio epidemiologico effettuato dall'Azienda regionale della Sanità sulle popolazioni dei bacini geotermici dell'Amiata e di Larderello mette in evidenza una mortalità superiore del 155% e per le malattie infettive superiore del 317%. Sempre nell'area pisana dei soffioni altra zona rossa segnalata è Castelnuovo: qui è stata riscontrata una mortalità per tubercolesi nei maschi superiore del 1.565%, una percentuale del 280% tra morti accertati e attesi per tumore all'esofago e del 229% per tumori allo stomaco nelle femmine. Sono numeri allarmanti anche per la stessa Regione Toscana: di pochi giorni fa, infatti, la delibera di giunta che destina 150mila euro per azioni di salute e rinforzamento di interventi di prevenzione per le patologie individuate. Si tratta della seconda fase del Progetto Geotermia: il piano sarà avviato grazie al coordinamento stretto tra assessorati regionali all'ambiente e alla sanità, in tandem con le aziende sanitarie. Così le Asl di Pisa - insieme a Grosseto e Siena - si attiveranno da subito per elaborare piani salute per approfondire alcuni elementi di criticità. Verrà incrementata anche l'attività degli ambulatori endoscopici e di prevenzione dei tumori, in particolare dello stomaco e del colon-retto, saranno potenziate attività di diagnosi precoce e di adesione della popolazione all'invito dello screening. E' Francesco Cipriani, direttore dell'Ars che ha condotto lo studio, a commentare i dati. «Prima di tutto le percentuali che fanno apparire gigantesco ciò che in numeri assoluti è piccolo», dice. «Se andiamo a vedere di quanti casi realmente si sta trattando - continua - passando cioè dalle percentuali ai numeri assoluti si vede che l'eccesso del 566% è sostenuto da 8 casi di decessi per tubercolosi in sette anni: in pratica poco più di un caso all'anno, rispetto ai circa 0,2 casi all'anno attesi sulla base della mortalità regionale. Numeri modesti che l'espressione percentuale accentua e drammatizza. Ciò non toglie che l'eccesso esista - non nega -. L'esperienza epidemiologica insegna che occorre, però, molta prudenza nell'interpretazione di indicatori statistici basati su poche osservazioni». Un ultimo commento: «L'eccesso di tubercolosi non è in queste aree inatteso. Va di pari passo con l'eccesso rilevato di pneumoconioso che è la malattia tipicamente professionale dovuta a esposizione cronica di polveri qui attribuibile al lavoro in miniera».

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di Redazione web