Italia
"Siro" chiude dopo 60 anni di lavoro: un altro colpo al commercio cittadino
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Sopra il negozio Siro in via Roma; accanto il cartello alla boutique in via Verdi Svendita per cessazione d'attività pure in via Verdi, strada in cui dall'inizio dell'anno ci sono stati altri negozi dalla breve carriera
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PONTEDERA. Un altro colpo al commercio cittadino. Chiude un negozio storico di abbigliamento. Uno dei più conosciuti, che sicuramente ha contribuito negli anni a fare di Pontedera una delle "vetrine" più frequentate e non solo da clienti della Valdera. Da oggi "Siro" comincia una svendita prima della chiusura che arriva dopo 60 anni di attività, con la vendita di capi delle migliori firme della moda. Svendita per fine attività anche per il negozio, sempre di abbigliamento, di Marco Gherardini in via Verdi. Una strada quest'ultima piuttosto "tormentata" dal punto di vista degli affari. Nell'ultimo anno ha visto la chiusura di numerose attività anche abbastanza conosciute. Da "Dei fiori" al negozio Fila ad un altro negozio di abbigliamento "Le Rouge" venduto poco tempo fa e che ora inizia la svendita prima della chiusura. Per non parlare della pizzeria aperta e chiusa rapidamente al posto del negozio Dei. Un anno nero per il commercio e il 2012 non promette niente di meglio. Sono ormai un ricordo negozi d'abbigliamento come Della Santina, Marina Rinaldi o Pinko e tanti marchi della moda, che prima si potevano trovare venendo a fare shopping in città, non hanno trovato "collocazione" in altre vetrine. Anche perché i punti vendita che sono arrivati al posto di quelli della tradizione sono spesso catene in franchising. «La crisi c'è, è inutile negarlo - dice Luca Sardelli di Confesercenti -. Alcuni nostri associati, non solo di Pontedera ma di altri centri della Valdera, volevano chiudere dopo le ferie. Hanno rimandato ma stanno pensando di farlo alla fine dell'anno». «I segnali non sono incoraggianti - dice Gimmy Scatassa di Confcommercio -. Gli incassi, anche per noi che abbiamo un bar, sono diminuiti. È anche vero che c'è chi si improvvisa commerciante e questo spiega tante attività che hanno vita breve». Nel caso di alcuni negozi storici di Pontedera non è stata solo la crisi a decidere il loro futuro. «Spesso ha influito anche la mancanza di un ricambio generazionale - fa notare Manila Doveri di Confesercenti - come è successo per Capannini. È anche vero che mandare avanti un'attività in proprio oggi richiede un grande spirito di sacrificio e risultati non sempre certi. I giovani a volte preferiscono altri lavori».
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