Il Tirreno

Pontedera

«Quelle frasi sul manicomio, non le ho mai dette»

Marco Buselli
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Marco Buselli

Buselli scrive una lettera sulla vicenda, ma dal verbale del consiglio comunale emergono

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 VOLTERRA. Una frase che ha scatenato polemiche. Soprattutto di natura politica. Prima di partire per il viaggio di nozze, il sindaco Marco Buselli è tornato sulla questione delle frasi da lui pronunciate, in consiglio comunale, sul manicomio.  Ha scritto una lettera al giornale, nella quale sottolinea la non corrispondenza a verità delle affermazioni che, in maniera gratuita gli sono state attribuite e che hanno scatenato tante polemiche. Buselli, sostiene, di non aver mai pronunciato un'espressione che è stata riportata dal resoconto che il nostro giornale ha fatto di quella seduta del consiglio comunale («Volterra non farà la prima della classe come ha fatto chiudendo il manicomio e perdendo 1200 posti di lavoro»). A sua discolpa, dice, nella lettera che «sono infermiere, prima di essere sindaco. Non vorrei mai, per nessuna ragione al mondo, riaprire un manicomio, ma oggi, da sindaco, denuncio il pressapochismo e la scorrettezza istituzionale di chi cerca di fare sciacallaggio su temi importanti. La perdita di un migliaio di posti di lavoro, invece, è una reponsabilità politica enorme»).  Dice anche che tutto questo si evince dal verbale della seduta. Documento che lui stesso ci ha fornito. Eccone, alcuni stralci, che aiutano a comprendere la dinamica della dialettica che ha fatto scattare le polemiche tra il primo cittadino, il consigliere Cucini e l'ex assessore, proprio della giunta-Buselli, Giuseppe Furlanis.  Buselli: «Ora Volterra sta un pochino alla finestra perché non vogliamo essere i primi della clase come è stato fatto per altre questioni, non entriamo nel dettaglio, sono sotto gli occhi di tutti i volterrani». Il consigliere Cucini (in sottofondo): «Ti riferisci al manicomio». Buselli: «vogliamo abbandonare la superficialità che ha portato Volterra al decremento demografico». Cucini: «Ti riferisci al manicomio». Sindaco: «La perdita di un migliaio di posti di lavoro senza avere niente in cambio». Cucini: «Dillo». Sindaco: «Si, lo dico, l'ho detto, io affermo che la perdita di un migliaio di posti di lavoro senza avere niente in cambio è una responsabilità politica che vi sta sul groppone. Questo dichiaro».

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