Il Tirreno

Pontedera

Intanto il Colle celebra i ricordi in una mostra

La storia del manicomio appesa ai contributi regionali

Giacomo Assenza
La storia del manicomio appesa ai contributi regionali

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 VOLTERRA. Emozioni in mostra. Dolore e sofferenza a colori appesi alle pareti. Volti e dipinti che oscurano l'animo e riportano a galla una realtà che non c'è più. «Ma che va preservata». Questa l'estrema sintesi della giornata a tema "Manicomio e dintorni: il ruolo della città nel riassetto sociale e culturale dopo il 1980" proposto da www.esplorazioniurbane.it, che da anni lavora alla valorizzazione di Oreste Ferdinando Nannetti. Una giornata, con interventi e testimonianze come quella di Gisberto Cambi, ex internato di 62 anni, accompagnata anche da una mostra foto-pittorica all'ostello Chiosco delle Monache che ricostruisce quel che era, in quei reparti Charcort, Ferri, Livi (il reparto delle urlanti), Chiarugi e del cimitero di San Finocchi che racchiudono decenni di follia volterrana. Che si intreccia con quei graffiti lunghi metri sul muro esterno del Ferri dove l'ex internato Oreste Nannetti ha raccontato la sua prigionia. Con la fibbia della sua cintura. «Il progetto è estrarre dal Ferri i graffiti, per ospitarli nel museo - spiega Claudio Grandoli, vice presidente dell'associazione Inclusione, graffio e parola che ha il compito di salvaguardare l'opera - Un'operazione di salvataggio da 80 mila euro. Assieme al Comune, la Società della Salute e la Usl abbiamo costruito un fronte per ottenere i finanziamenti dalla Regione e a livello europeo». Riprende il vicesindaco Riccardo Fedeli: «La richiesta sarà inserita nel prossimo Protocollo della Sanità presentato in Regione entro ottobre. Il Protocollo sarà firmato anche dalla Regione». Nell'attesa l'associazione cercherà di proteggere al meglio i graffiti.

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