Il Tirreno

Pontedera

La riflessione del presidente della Provincia durante il dibattito a tema del Pd

«Spese della politica? Sfoltiamo gli Ato»

L’assessore Papiani
◗
L’assessore Papiani

2 MINUTI DI LETTURA





 PONTEDERA. Se nel paese monta via via un sentimento che spinge a guardare in cagnesco le spese della politica, il Pd di Pontedera avvia una serata di riflessione per mettere sul piatto le misure che lo schieramento politico intende portare avanti. Moderatore della serata l'assessore al bilancio del Comune Marco Papiani, con gli interventi dei relatori Davide Zoggia (responsabile enti locali del Pd), Andrea Pieroni (presidente della provincia) e Davide Zoggia (responsabile organizzazione provinciale del Pd). Presenti in platea anche il consigliere regionale Ivan Ferrucci e il sindaco Simone Millozzi, oltre al segretario Antonio Pasquinucci. «Il dibattito - esordisce Papiani - deve essere portato avanti in termini corretti: è chiaro che la politica deve permettere a tutti di poterla praticare. Anche a chi non ha i soldi. Ecco da dove nasce il cosiddetto costo, sul quale è peraltro necessario rifuggire dalla demagogia sempre più imperante in questi giorni». Dopo il quadro a livello nazionale, l'attenzione si è focalizzata su un piano locale. «Le province sono l'anello più debole della catena istituzionale, e anche uno dei più leggeri. Credo che sia giusto pensare a una nuova architettura dello stato, ma io mi concentrerei di più sul disboscamento della foresta degli enti intermedi come l'Ato», continua Pieroni. Di certo c'è che gli indirizzi regionali, che assegnavano 300mila euro alle aree vaste sovra comunali, hanno premiato l'Unione dei Comuni, nata tre anni fa in Valdera. La quale adesso sta per essere emulata anche dall'Alta Valdicecina. «È stata una scelta davvero saggia e ben ponderata», dice infatti Ferrucci. Accanto a questo, però, pesano le incognite sulle entrate agli enti locali: quest'anno la Provincia si vedrà tagliati alcuni milioni di euro. Ma, soprattutto, «sembra una presa in giro la disposizione del governo che assegna ai sindaci la possibilità di introitare nelle casse comunali i proventi della caccia agli evasori fiscali. Ma come possiamo farlo se non abbiamo gli strumenti? Come ci rapportiamo a chi questa lotta la fa già, come l'Agenzia delle entrate o la Guardia di finanza?», chiosa Papiani. J.P.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino