Il Tirreno

Pontedera

Cassa integrazione in vista per gli operai Spiragli per l'Icla

Gianni Rosini
Operai dell’Icla davanti alla sede dell’azienda
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Operai dell’Icla davanti alla sede dell’azienda

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 PONTE A EGOLA. «Non possiamo che dichiararci soddisfatti di come stanno andando le cose. Non dobbiamo dimenticarci che fino a poco tempo fa per l'Icla si prospettava la chiusura». Stefano Benvenuti, della Filctem-Cgil, esprime così la sua soddisfazione per il nuovo passo in avanti verso il salvataggio dell'Icla.  La ditta produttrice di poliuretano espanso e che ha alle sue dipendenze circa 50 operai. Da ieri queste famiglie vedono concretizzarsi la possibilità di poter usufruire della cassa integrazione straordinaria che per 12 mesi, a partire dal 1º settembre, potrà garantire loro una momentanea tranquillità economica. Si attende solo la risposta positiva del Ministero che deve approvare il verbale inviato ieri.  L'incontro tra la proprietà, l'assessore provinciale con delega al lavoro, Anna Romei, il sindacato e l'assessore comunale al lavoro, Giuditta Giunti, si è svolto ieri mattina in Provincia e, come si intende dalle parole di Benvenuti, sembra aver portato una boccata d'aria nella lotta contro il tempo per il salvataggio dell'azienda, ancora in cerca di un acquirente.  «Se, come pensiamo, dovesse partire la cassa integrazione straordinaria - continua Benvenuti -, abbiamo un anno di tempo per poter scongiurare la chiusura della ditta. È l'ennesimo risultato positivo che è stato raggiunto grazie alla collaborazione tra sindacato, proprietà e istituzioni. Tutti si sono mobilitati per il bene dell'azienda e dei suoi operai. Se si pensa che fino a qualche mese fa la chiusura sembrava la possibilità più concreta non possiamo che essere felici».  Adesso la palla passa in mano alla proprietà che deve riuscire a mandare in porto eventuali trattative con ditte interessate all'acquisto della storica azienda. Su questo tema, però, Benvenuti vuol rimanere cauto: «Dalla proprietà non trapelano notizie riguardanti eventuali trattative, sappiamo solo che ci sono uno o più soggetti interessati all'acquisto e credo che le negoziazioni si stiano evolvendo positivamente. È normale che la famiglia Vallini (storica proprietaria dell'azienda da circa 60 anni, ndc) cerchi di "tenere al sicuro" la trattativa, allontanandola da pressioni che potrebbero pregiudicarne lo sviluppo. Si parla di una multinazionale ma, ripeto, sono solo voci»  Anche l'assessore Giunti invita alla cautela: «Sono al corrente - dice - di interessi di alcune ditte che, fino ad ora, si sono limitate a sondare il terreno. Intanto pensiamo a questo buon risultato».  Stamani ci sarà un'assemblea tra sindacato, ditta e una rappresentanza di operai, per comunicare ai dipendenti il risultato raggiunto.

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