Il Tirreno

Pontedera

La proposta presentata da scuola e Comune al Provveditorato: s’aspetta il responso

Il Carducci ora vuole cambiare pelle s'affida al linguistico per non sparire

Giacomo Pelfer
Il Carducci ora vuole cambiare pelle s'affida al linguistico per non sparire

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SAN MINIATO. Un nuovo indirizzo per il liceo Carducci. L'ex magistrale di San Miniato, oggi liceo delle scienze umane, dal prossimo anno scolastico potrebbe essere trasformato in liceo linguistico. È la strategia imboccata dall'Istituto comprensivo Marconi per rilanciare il plesso sanminiatese.  Quest'anno, per carenza di iscritti, non si è visto accordare la classe prima. Un inizio senza matricole, con il rischio concreto di un lento e inesorabile esaurimento, fino alla scomparsa definitiva della scuola tra 4 anni. Da qui la volontà di cambiare pelle, con un nuovo indirizzo, salvaguardando l'ubicazione nel centro storico di San Miniato. 

«Stiamo discutendo, nei nostri organi collegiali, sulla situazione del Carducci - spiega il dirigente scolastico Sandro Scapellato -. Abbiamo creato un gruppo di lavoro per proporre un liceo linguistico, in modo da incrementare l'offerta formativa e, al tempo stesso, salvare una scuola che rischia di sparire».  Quello linguistico, infatti, è uno degli indirizzi assenti nel Valdarno Inferiore, a tutto vantaggio dei poli scolastici di Empoli e Pontedera. L'obiettivo è quello di differenziare una volta per tutte le 2 scuole satelliti del Marconi: il Carducci di San Miniato e il Falchi di Montopoli, entrambi licei delle scienze umane, a pochi chilometri l'uno dall'altro, che da anni si contendono un numero sempre più esiguo di iscritti.  «Il linguistico ci pare la soluzione più adatta - sottolinea Scapellato -. Un liceo classico sarebbe poco proponibile: sul territorio serve piuttosto una scuola applicativa, in grado di dialogare con la realtà industriale, commerciale e turistica del Valdarno».  «È una proposta che dobbiamo valutare - dice il vicesindaco con delega alla scuola Chiara Rossi -. Vogliamo risollevare il Carducci, rilanciarlo, anche pensando ad un nuovo indirizzo in grado di offrire sbocchi lavorativi legati alle richieste del mercato locale. Dobbiamo superare la concorrenza dannosa tra Carducci e Falchi, che offrono un percorso formativo quasi identico. Si tratta comunque di una scelta che non dovrà essere imposta dal Comune, ma sulla quale dovremo coinvolgere tutto il territorio».

Una sfida che arriva dopo anni di incertezze e difficoltà. Se il progetto di rilancio dovesse fallire, dal prossimo anno la scuola rischia il trasferimento all'interporto di San Donato per l'accorpamento con il liceo scientifico. «Siamo contrari al trasferimento - dice Rossi -: la nostra scelta è e rimane San Miniato». «Se la proposta sarà accolta - aggiunge il preside Scapellato - siamo pronti a impegnarci economicamente per restaurare l'edificio».  Il progetto è emerso anche nell'incontro di martedì, a Pisa, col Provveditore Maria Alfano. Presenti il vicesindaco Rossi e il preside Scapellato, insieme alla consigliera provinciale Pd Alessandra Starnini e alla capogruppo di Sel in consiglio comunale Laura Cavallini.

Il Provveditore ha ripercorso i passaggi e le ragioni che hanno condotto a sacrificare la classe prima del Carducci. Ragioni innanzitutto numeriche: solo 12 gli iscritti per la scuola sanminiatese (di cui un solo residente nel Comune di San Miniato), rispetto ai 26 raccolti dal Falchi, ai quali si sono poi aggiunti 5 dei ragazzi rimasti orfani del Carducci. «Alla fine - fa notare il vicesindaco - venendo a mancare la prima a San Miniato, sono state create, tra il Falchi e il Marconi, 5 prime di 31 ragazzi ciascuno».

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