Il Tirreno

Pontedera

Molti dirigenti sono andati in pensione. Il Ministero non ha ancora nominato i sostituti

I presidi costretti a dividersi in due: gestione part-time per dodici scuole

Paola Silvi
L’esterno dell’Istituto tecnico commerciale e per geometri “E. Fermi”
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L’esterno dell’Istituto tecnico commerciale e per geometri “E. Fermi”

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 PONTEDERA. Gestione part-time per una dozzina di scuole della provincia di Pisa.  A pochi giorni dall'inizio della stagione scolastica, i presidi si rimboccano le maniche, si sdoppiano e accettano i doppi turni. Ad agosto in Toscana sono andati in pensione 58 presidi. Alcuni dei posti vaganti sono stati coperti da personale che aveva chiesto il trasferimento da altre regioni, ma per tutti gli altri non è stato possibile nominare un sostituto. E in attesa del concorso nazionale per dirigenti indetto dal Miur e programmato per ottobre, l'unica soluzione è quella di conferire temporaneamente l'incarico a chi già lo ricopre in un altro istituto.  Da Pontedera a Volterra, da Santa Croce a Peccioli, dalle elementari alle superiori, sono 12 i presidi in gioco. Che oltre ad occuparsi dei propri ragazzi si sono dichiarati disponibili a moltiplicare le nomine. Hanno accettato insomma il compito di reggenti e vanno in prestito in un'altra struttura. E se le dirigenze sono state distribuite secondo criteri di efficacia, come la vicinanza tra le sedi o l'identica tipologia di indirizzi, i presidi si dividono fra impegni di lavoro più onerosi, gratificazioni personali e orari estenuanti.  Ne sa qualcosa la dirigente dell'Itcg Fermi Cristina Cosci, che ha appena lasciato la reggenza della Curtatone e Montanara nelle mani, per il nuovo anno scolastico, di Daniela Travi, attuale preside dell'istituto comprensivo Gandhi in zona Oltrera. «Ho chiesto di non rinnovare la reggenza», spiega Cosci. «E' stata un'esperienza ricca di soddisfazioni ma faticosa. Gestire due scuole così numerose è una bella impresa. Spero però di aver dato il mio contributo e di aver reso l'atmosfera della Curtatone più serena rispetto al passato». Per chi invece inizia questa avventura "in condominio" dal 14 settembre, la parola d'ordine è versatilità. «Mi sono messa a disposizione», sintetizza Daniela Pampaloni chiamata a guidare non solo il comprensivo di Cenaia e Fauglia ma anche l'Italo Orlando Griselli di Montescudaio. La sua agenda, come quella dei colleghi, prevede 3 giorni in una scuola e 3 nell'altra. Intenzioni meritevoli che potrebbero cozzare però con una staffetta non sempre facile da rispettare. «Perché saranno 12 mesi impegnativi», taglia corto Renata Lulleri al timone dell'istituto di Capannoli e di quello di Peccioli. «E' un'occasione di confronto con realtà diverse che ti sprona a fare sempre meglio, a metterti in discussione. Sarà possibile adempiere ai nostri compiti - conclude fiduciosa Pampaloni, veterana di questo turn over, con alle spalle una stagione di su e giù da Fauglia a Calcinaia - grazie all'aiuto e all'appoggio dei nostri collaboratori».  Vivono l'identica dicotomia anche Tonella Cenci, che aggiunge al suo palmares Santa Croce, Sonia Pieraccioni anche a Vecchiano, Nadia Martini, Daniela Di Vita, Leonardo Stano, Pietro Stacchio, Luca Guerranti, che da Siena sbarca a Volterra, Giuseppe Pietro Ceraolo e Salvatore Caruso. Ma l'anno prossimo, nonostante il fatidico "concorsone", potrebbe andare ancora peggio. A far aumentare il numero delle reggenze potrebbe contribuire anche una norma prevista dalla legge finanziaria di luglio che non assegna presidi alle scuole con meno di 500 alunni, limite che sale a 1.000 nel caso degli istituti comprensivi.

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