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Pontedera

 PONTEDERA. Nel labirinto dei nuovi ticket con pazienza e tanta buona volontà. Così ...

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 PONTEDERA. Nel labirinto dei nuovi ticket con pazienza e tanta buona volontà. Così i farmacisti pontederesi si preparano ad accogliere gli utenti confusi che faticheranno a capire la rivoluzione in corso. Parte stamani il sistema dei ticket proporzionati al reddito che andrà ad intaccare i tradizionali costi delle ricette e dei farmaci. E che va ad aggiungersi alle modifiche del tariffario per le prestazioni specialistiche entrato in vigore già da qualche giorno. Le farmacie cittadine hanno fatto di tutto per essere pronte nel D-day della sanità ma tra le vacanze estive, le decisioni dell'ultimo minuto e un meccanismo definito dai più "complicato e in rodaggio" si aspettano ore di passione. E l'ansia è quella del primo giorno di scuola dove al posto della maestra ci saranno però i pazienti che hanno bisogno di essere aiutati a decifrare il grande rebus del cambiamento. Le nuove tasse riguardano due categorie, le visite e gli esami da una parte, le ricette per i medicinali dall'altra. Per queste ultime, il ticket verrà versato all'acquisto dei farmaci. Si userà lo stesso spazio, una serie di quadratini in alto a sinistra, sotto il nome del paziente, dove i medici scrivono i codici di esenzione per patologia. Nelle ultime due caselle va inserita una sigla diversa a seconda della fascia di reddito che dovrà essere il cittadino a specificare, firmando accanto. Si può prendere come punto di riferimento il reddito familiare lordo delle dichiarazioni o quello Isee. Chi è esente per patologia o perché invalido non paga invece ticket. Ma per i farmacisti nostrani il problema è logistico. Aggiornati i software, sono ancora tante le domande che necessitano di risposte. In primis, che fine hanno fatto i manifesti esplicativi che la Regione avrebbe dovuto inviare. E non solo. I dubbi si sprecano sui casi particolari, concreti a cui i dottori dovranno offrire una spiegazione immediata. «Una persona può venire con ricette con diversi intestatari», prova a fare un esempio Marcella Lapucci dell'omonima farmacia su Corso Matteotti. «Come procederemo? Per ogni ricetta andranno fatti insomma uno o più calcoli e aumenterà la documentazione». I telefoni della Regione (e dell'Asl 5, da oggi, ndr) scioglieranno i nodi. Ma la paura del caos al banco riecheggia nei pensieri degli addetti ai lavori. Nelle farmacie sanno che non tutti conoscono il proprio reddito. «Soprattutto gli anziani. Noi serviamo anche le case di riposo - rincarano la dose dalla Comunale n. 3 in via Roma - e di solito gli ospiti di queste strutture non sono in grado di intendere e di volere. Chi firmerà per loro?» Il vero terrore più che economico sembra essere organizzativo. Con moduli da riempire, autocertificazioni da dichiarare, Isee da mostrare, firme da apporre. «Lo spirito del decreto - continua dalla Lapucci - è condivisibile, ma si rischia che, pur con la nostra collaborazione e la massima disponibilità, la trafila diventi lunga e gli utenti debbano rimanere un po' in attesa». Senza contare il periodo vacanziero poco propizio. «Abbiamo appena riaperto - conferma Domenico Nanni, titolare della farmacia in via Lotti - ma non vogliamo farci prendere dal panico prima del previsto. Se e quando si presenteranno, affronteremo le difficoltà».  Intanto, giovedì è in programma una riunione al Cup dedicata proprio ai farmacisti dove saranno approfondite le tematiche relative alle prenotazioni per le visite specialistiche. Paola Silvi ALTRI SERVIZI ALLE PAGINE 2 E 3

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