Il presidio
Dall'alabastro al fast food: il turista cambia pelle
Le cifre indicano che a Volterra le presenze sono stabili, ma i nuovi visitatori sono solo "mordi e fuggi"
VOLTERRA. Tanti camperisti, quasi azzerati i crocieristi che negli anni passati popolavano il Colle una volta sbarcati a Livorno. E tanti visitatori "da pizzerie e souvenir". Il turismo volterrano cambia pelle. La fotografia che ne scattano i rappresentanti delle associazioni dei commercianti del territorio indica una trasformazione quasi genetica del tessuto ricettivo e turistico.
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Ma non in senso numerico. Il primo dato che balza agli occhi è, infatti, la stabilità numerica delle presenze negli alberghi. Cambiano però i turisti e le modalità di soggiorno e consumo: si è passati da un turismo di alta fascia - fatto di alabastro volterrano e specialità enogastronomiche - a uno che privilegia fast food, souvenir e consumo mordi e fuggi. «Ad agosto il turismo diventa di massa», esordisce Pietro Fiumi, della Pro Loco di Volterra. «L'offerta culturale è davvero a 360 gradi, e si registra un aumento delle presenze di spagnoli e cittadini dell'Europa orientale». Oltre ovviamente ai fedelissimi del nord Europa, come gli olandesi e i tedeschi.
«La regina Beatrice d'Olanda viene a passare tutte le estati in Toscana e visita puntualmente Volterra, facendoci una pubblicità straordinaria». Certo è che il turismo della capitale della Valdicecina si nutre anche di forme meno convenzionali, come la letteratura per adolescenti. «Molte ragazze di ogni paese vengono perché la città è menzionata in "New Moon"». Sono poi aumentati i camperisti, specie d'inverno, e chi proviene dai campeggi sul mare, soprattutto quando sulla costa è brutto tempo.
C'è da rilevare però che sono mutate radicalmente alcune direttrici: se fino a qualche anno fa Volterra era meta privilegiata del turismo crocieristico dal porto di Livorno, oggi quel turismo punta su Pisa e Firenze. Del resto, come ricorda Loriana Cucini (Confcommercio), «il privilegio accordato a un turismo "fast food e pizzerie" nasce dalla situazione di grave crisi di consistenza dei budget».
Le fa eco Filippo Ciompi (Confesercenti): «Anche se è ancora presto per un bilancio definitivo della stagione - e potremo farlo solo da settembre - si può già dire che, rispetto agli anni passati, il numero delle presenze è stabile. Ma sono diminuiti i consumi: non si cerca più la qualità della nostra cucina, e ci si accontenta di pasti veloci e poco costosi». Marco Migliorini, del Centro commerciale naturale volterrano, ammonisce però che, «mentre ci si proietta verso le nuove e frugali modalità di ricezione turistica, bisogna in ogni modo preservare la vocazione storica della città. Salvaguardando in primis le attività tipiche, come le trattorie storiche e i piccoli negozi di alimentari del centro».
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