Italia
La terra prende forma tra le mani di Susanna nella nuova agraria
Andrea Lanini
Susanna Cellai plasma la creta e ne fa delle creazioni nel locale di sementi fatto nascere dal nonno Ernesto
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FORCOLI. «Ecco, l'inizio è sempre più o meno lo stesso. Si prende il materiale da plasmare, in questo caso della creta, e si mette qua, al centro...». Il piatto girevole del tornio inizia a muoversi e le mani di Susanna, con gesti lenti, ponderati, dalla grazia antica, cominciano a imprimere a quell'informe volume grigio ipotetiche forme di vaso. «È una tecnica molto particolare, molto complessa. Ci vuole molto esercizio», dice lei, e ritmicamente tuffa le dita nell'acqua, «conoscendo i miei standard, sento che devo ancora recuperare il vecchio smalto», sorride, e con gli occhi punta gli oggetti che le stanno di fronte. Terrecotte artistiche di varie fogge e colori: i suoi lavori più recenti. Fanno parte dell'arredamento del nuovo laboratorio. Che, a sua volta, rappresenta la realizzazione di un vecchio sogno. «Ci ho rinunciato per anni ad avere uno spazio mio da dedicare alla ceramica. Ci vuole un bel po' di posto: il tornio, il forno, un banco per la rifinitura... Poi è successo che l'agraria di famiglia si è trasferita, e qui, nella sede nuova, di posto ce n'era a sufficienza. Così mi sono decisa a rispolverare le esperienze accumulate nel mio passato di ceramista. A ricominciare. Sì, questo è un mestiere antichissimo, e praticamente, tranne pochi particolari, è rimasto tale e quale per secoli. Credo sia importante tenerlo in vita. Io, nel mio piccolo, ne sono orgogliosa». I quattro elementi che si fondono in un'arte millenaria. Terra, acqua, aria e fuoco che concorrono, ciascuno al suo momento e secondo la propria natura, alla stessa creazione. Susanna Cellai li coordina attraverso il proprio estro, ed è profondamente poetica l'immagine di questa giovane donna (è nata nel 1976) che decide di dare il suo contributo alla causa di un'attività così affascinante e, al contempo, dalle suggestioni tanto ataviche. Fino a poco tempo fa, l'agraria Cellai, negozio storico di Forcoli, era proprio in centro, in via Venezia. A aprirla, più di sessant'anni fa, fu Ernesto Cellai: era una rivendita al dettaglio di cereali. È suo nipote Franco (il padre di Susanna) a far crescere, con l'aiuto del fratello Romolo, la ditta di famiglia. Non soltanto esercizio al dettaglio, ma anche all'ingrosso: grazie ai cereali, ai concimi chimici, alle sementi, l'agraria diventa un punto di riferimento per gli agricoltori della Valdera. Lo spazio offerto dai locali in centro non basta più. Si progetta di trasferire il tutto in una struttura più versatile, ma Franco non fa a tempo a vederlo: «Mio padre ha continuato a venire in negozio fino al 2007, l'anno in cui è mancato. Proprio fino all'ultimo». Adesso l'agraria si trova in via Roma. Grandi stanze, lunghi corridoi, un ampio piazzale in cui «i camion possono entrare senza problemi per scaricare». E quel piccolo, incantevole laboratorio per la terracotta, l'unico del posto. «Sono sicura che a babbo sarebbe piaciuto».
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