Il Tirreno

Pontedera

Smurano la cassaforte e portano via i gioielli: il colpo in pieno centro

Una cassaforte sventrata e una pattuglia dei carabinieri in corso Matteotti a Pontedera
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Una cassaforte sventrata e una pattuglia dei carabinieri in corso Matteotti a Pontedera

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 PONTEDERA. Apre la porta di casa con un martello in mano e tanta amarezza stampata in faccia. La notte prima, in quell'abitazione all'ultimo piano di uno dei palazzi storici di corso Matteotti, in pieno centro a Pontedera, si scatena la furia dei topi d'appartamento.  «Sono tornato a casa ieri mattina e ho trovato il portone aperto, ho subito pensato al peggio», racconta l'imprenditore, ancora scosso.  La vittima del raid è conosciuta in Valdera per la sua attività nelle lavorazioni meccaniche.  Magari qualcuno nei giorni scorsi aveva seguito gli spostamenti della famiglia. Fino ad arrivare a capire che per il weekend di Ferragosto quell'abitazione sarebbe stata vuota.  Fuori per un paio di giorni gli abitanti della casa. Il desolante deserto di mezza estate che si respira sempre in questo periodo: la combinazione è micidiale.  «Hanno forzato la porta e poi una volta dentro hanno sbarbato la cassaforte dal muro e hanno fatto razzìa di tutti gli ori che tenevamo dentro», continua.  Il danno effettivo non è ancora calcolato, troppo freschi il furto e lo shock. «Sicuramente ci hanno portato via preziosi per decine di migliaia di euro».  Sono tutti, o quasi, uffici in quel palazzone del centro. Studi notarili e legali in questa settimana chiusi per ferie. «Nessuno mi ha chiamato per avvertirmi - dice -. La sorpresa l'ho trovata io, rientrando a casa. E' stato terribile».  I malviventi agiscono indisturbati. Riescono a smurare la cassaforte, ad aprirla, a svuotarla e ad uscire dalla porta di casa e dal portone del palazzo, con tutta probabilità in piena notte.  Hanno pure il tempo di rovistare in ogni angolo dell'appartamento. Due piani. Tante stanze. Armadi e decine di cassetti tutti rigorosamente aperti e scandagliati, alla ricerca di altra roba da portar via.  Il caos lasciato alle spalle è ancora evidente in quelle quattro mura. Pure il divano porta segni di qualcuno che, forse, tra un setaccio e l'altro si mette pure comodo. Violando ancora di più l'intimità e il calore di una casa.  «Mi sembra che non abbiano portato via altro, ma stiamo ancora passando in rassegna tutto quel che avevamo».  L'amaro in bocca è tanto. Tra quegli oggetti preziosi ci sono valori di famiglia, regali fatti ai bambini, anelli e braccialetti che hanno un grosso valore, non solo economico, ma anche affettivo. «I carabinieri sono venuti, hanno fatto tutti i rilievi del caso. Spero di recuperare qualcosa ma sarà difficile riuscirci».  Amaro in bocca anche per la location: in pieno centro nessuno si è accorto di strani spostamenti.

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