Il Tirreno

Pontedera

Sos degli animalisti: in poche ore i contenitori si svuotano, rischia di saltare il servizio

Metto il pane nei sacchetti per cani A ruba i contenitori per deiezioni

Francesca Suggi
Lo stemma della Gavol
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Lo stemma della Gavol

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 VOLTERRA. Fa strano pensare a quelle porzioni di lasagne, magari avanzate dalla sera prima, stipate nel congelatore dentro, nientemeno che, i sacchetti per raccogliere i bisogni dei cani. Bizzarro, nocivo eppur succede. Sul Colle. A lanciare l'sos l'associazione che da un paio di anni si occupa del rifornimento delle bustine per deiezioni canine.  L'associazione animalisti provvede, in tandem con il Comune, a tenere sempre forniti i numerosi distributori delle bustine per deiezioni canine, nel centro storico e fuori le mura.  «L'amministrazione compra i sacchetti e noi li collochiamo una volta ogni dieci giorni», spiegano dalla Gavol, consapevoli della stranezza della situazione.  «E' incredibile - esclamano - il pieno dura neppure mezza giornata, soprattutto nella zona del Teatro Romano e dei Pratini».  I sacchetti vanno a ruba - incredibile - con un uso ben diverso da quello per cui sono stati pensati.  Da tempo i volontari si accorgono di uno svuotamento eccessivamente rapido dei distributori. Una sensazione che diventa una certezza, con l'idea - pure comprovata - che alcune persone utilizzino le bustine per scopi alimentari.  «L'uso improprio di queste bustine di plastica è altamente nocivo, sono fatte per raccogliere i bisogni dei cani, non per contenere i cibi nel congelatore».  Che sia un altro effetto, quantomai distorto, della crisi? «Una volta - aggiungono - sono stati portati via anche cinquanta sacchettini in una sola volta. Magari qualcuno che ha cani ne fa pure scorta, senza pensare che i distributori sono per lo più per fronteggiare le emergenze».  E ricordano: «Ogni proprietario di cani dovrebbe uscire di casa con l'occorrente».  In soldoni, questa abitudine anomala di alcuni volterrani ha l'effetto immediato di contribuire alla sporcizia del centro storico. «Ovviamente a parte le lamentele che spesso riceviamo da chi veramente va a cercare un sacchettino per reali bisogni del cane e non lo trova, la realtà è che il servizio rischia di sparire. In questo modo non giova a nessuno», concludono dalla Gavol, nata nel 2007, forte di nove volontari fissi e centinaia di simpatizzanti.

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