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L'addio al pilota morto nel suo aereo

L'addio al pilota morto nel suo aereo

Commozione al funerale dell'ingegner Roberto Ragaglia

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 CASCINA. Le strazianti parole del figlio Alessandro - «avrei voluto tanto regalarti una nipotina», ha detto facendosi forza - e un lungo applauso alla fine della cerimonia, dopo le parole del parroco che all'omelia cita una canzone di Renato Zero, "Il cielo". È il momento dell'addio all'ingegnere areonatico Roberto Ragaglia, morto a 58 anni, nel piccolo ultraleggero da lui progettato e realizzato. Il velivolo è caduto, mercoledì della scorsa settimana, nella campagna di Latignano uccidendo Ragaglia e l'amico Bruno Aramini, 59 anni, colonnello il pensione dell'esercito che abitava a Fornacette. Entrambi sono morti all'istante e poi sono stati avvolti dalle fiamme. Don Paolo Paoletti ha invitato la famiglia, la vedova e i figli, a trovare nella fede il conforto e le risposte che oggi non hanno, riflettendo su quanto possa essere crudele il destino. Ragaglia ha pagato con la vita il suo amore per il volo, la sua passione per il cielo. «Il destino è cieco e non lo sa, non c'è pietà per chi non prega e si convincerà che non è solo una macchia scura, il cielo». Quel cielo, così vicino all'immensità e a Dio per i credenti, si è portato via il padre di famiglia.  Fiori gialli e arancioni, oltre a rose rosse, per il pilota scomparso nell'incidente le cui cause restano ancora da scoprire. Al funerale, accanto a familiari e parenti, rappresentanti dell'amministrazione comunale, il sindaco Alessio Antonelli e gli assessori, oltre a esponenti del Pd locale e provinciale e amministratori dei comuni vicini a Cascina. L'ingegnere scomparso era il padre di un consigliere comunale del Pd, Lorenzo, eletto alle ultime amministrative. Moltissimi anche i telegrammi di cordoglio inviati in questi giorni alla famiglia Ragaglia, che abita a Cascina in via Petrarca.  Oggi pomeriggio alle 15.30 a Fornacette si svolgerà il funerale di Aramani.

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