Il Tirreno

Pontedera

Il sindaco: «Privato inadempiente, bloccato il pagamento della rata semestrale»

Niente soldi al Consorzio Etruria sta per saltare il project financing

Giacomo Pelfer
Una seduta del consiglio comunale e nella foto accanto il parcheggio della valle del Cencione
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Una seduta del consiglio comunale e nella foto accanto il parcheggio della valle del Cencione

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 SAN MINIATO. Il Comune di San Miniato chiude il rubinetto. E' stato sospeso il pagamento della rata semestrale al Consorzio Etruria, prevista per il mese di agosto all'interno del project financing "San Miniato Infrastrutture". Una rata da 85mila euro.  L'amministrazione era tenuta a pagarla dal 2005 per coprire un mutuo da 2,4 milioni di euro acceso dal Consorzio, per un totale di 3,4 milioni in vent'anni. Una scelta dettata dalle note difficoltà economiche del gruppo Etruria, principale partner privato dell'accordo insieme a Pisa Parcheggi. Adesso, per evitare di farsi risucchiare nella crisi, segnata addirittura da una richiesta di concordato preventivo, il Comune sta valutando di far saltare il project financing definitivamente.  Lo ha annunciato in consiglio comunale il sindaco Vittorio Gabbanini: «Il privato è inadempiente - ha spiegato -: nonostante i nostri solleciti non sono mai stati presentati i progetti per l'ampliamento del Cencione e la realizzazione di via Sasso. E non crediamo che il Consorzio Etruria sia nelle condizioni di realizzarli. Per questo abbiamo deciso di sospendere il pagamento della rata e stiamo valutando la possibilità di rescissione del contratto».  Una scelta che soddisfa le opposizioni, che da tempo reclamavano una chiara presa di posizione. A dividere, piuttosto, è la richiesta di una commissione d'indagine sul project, proposta dal Pdl come condizione per accettare la commissione d'inchiesta sul fotovoltaico avanzata da Sel e Comunisti Uniti. «Siamo da sempre contrari allo strumento del project financing - ha detto Fabio Corsi - ma non è possibile mettere la questione sullo stesso piano del fotovoltaico. Sono due cose ben distinte». «Non serve una commissione d'indagine sul project - ha affermato Laura Cavallini (Sel) - ma piuttosto un gruppo di lavoro che valuti le soluzioni per chiudere i rapporti con la controparte privata. Il Consorzio Etruria vive una situazione particolare, e il Comune sta rischiando di rimetterci l'osso del collo». Durissima la replica di Roberto Ferraro (Pdl): «I problemi del project non nascono con la crisi del Consorzio Etruria. L'accordo è stato sbagliato fin dall'inizio, con tutte le tutele per il privato e nessuna per il Comune. Vogliamo anche sapere come mai, a suo tempo, la convenzione non fu portata all'approvazione del consiglio comunale. Qualcuno ha sbagliato e deve pagare». Apertura sulla commissione d'indagine, invece, da parte del Pd, che ha proposto con il capogruppo Simone Giglioli una seduta del consiglio interamente dedicata al tema. «Il project è uno strumento utile per realizzare opere che il Comune non può permettersi - ha detto Gabbanini - anche se sulla durata ci sarebbe qualcosa da obiettare. Credo che la commissione sia opportuna. E' bene fugare i dubbi: sono convinto che sia i tecnici sia la passata amministrazione abbiano agito nel rispetto di tutte le norme».

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