Il Tirreno

Pontedera

Al Santa Chiara una casa famiglia per i malati di Sla

Riccardo Rinaldi
L’interno di un reparto dell’Auxilium Vitae
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L’interno di un reparto dell’Auxilium Vitae

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 VOLTERRA. Volterra e la nuova casa famiglia da 6 posti letto per pazienti affetti da Sla che servirà l'intera provincia di Pisa e non solo. «Per adesso si tratta solo di un'ipotesi di fattibilità che noi come Auxilium Vitae stiamo vagliando insieme all'asociazione dei malati di Sla. Si tratterebbe del primo progetto di tale portata in italia», spiega il dottor Guido Vagheggini, referente del reparto di riabilitazione respiratoria.  E oggi pomeriggio alle 14 nella sala della Società della Salute si terrà una sorta di "prima pietra interlocutoria" dell'iniziativa dedicata ai pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica. «Sarà un primo ragionamento progettuale su di una struttura per il ricovero ed il sollievo dei familiari dei malati, o per quei soggetti che non hanno famiglia», illustra Rocco Damone, direttore generale dell'Asl 5.  Coinvolti in questo primo incontro oltre ai vertici dell'Asl, anche l'Auxilium Vitae, il Sant'Anna e l'Aisla, associazione che promuove la ricerca sulla malattia. «C'è bisogno di un confronto serio e capire con quali risorse può essere finanziato il progetto, dato che le quote su cui intervenire sono quelle della non autosufficienza», continua il direttore. Si tratta di una tipologia di assistenza non prevista, il cui costo annuo per posto letto si aggira sui 38mila euro, cifra non da poco, considerati i tempi, e di cui va valutata la sostenibilità. «La necessità - aggiunge Damone - è quella di una struttura che vada dai 3 ad un massimo di 6 posti letto, che non sia un ospedale, una novità molto interessante sul piano assistenziale, tanto che probabilmente verrà inserita nel nuovo piano sanitario regionale». Parte fondamentale nel progetto la riveste il centro riabilitativo Auxilium Vitae, che proprio con Guido Vagheggini e la riabilitazione respiratoria è da anni in campo per l'addestramento dei familiari dei malati e nell'uso dei respiratori. Come sede della futura casa famiglia si pensa al Santa Chiara, tanto che è prevista una visita alla struttura, considerato che con i propri ambienti ed il proprio personale sarebbe in grado di apprendere velocemente le modalità assistenziali. «La struttura - precisa Vagheggini - presenta tutta una parte già pensata con mini appartamenti ad oggi sotto utilizzata. E' in questa parte che è pensabile dar vita a una casa famiglia»

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