Il Tirreno

Pontedera

Col bus in Regione, i genitori si autotassano

Alice Giusti
<b>PROTESTA IN PIAZZA </b>Un&#146;immagine dell&#146;iniziativa organizzata dalla comunit&agrave; di Saline per sensibilizzare le istituzioni sul taglio della prima media della scuola nella frazione
◗
PROTESTA IN PIAZZA Un’immagine dell’iniziativa organizzata dalla comunità di Saline per sensibilizzare le istituzioni sul taglio della prima media della scuola nella frazione

Prima media, tra 10 giorni il verdetto: ma niente classe articolata

2 MINUTI DI LETTURA





 SALINE. Sono partiti con un pullman che si sono autofinanziati i genitori di Saline. Destinazione l'incontro di mercoledì con la dirigente scolastica regionale, a Firenze.  Continui sacrifici che il Comitato dei genitori dei bambini rimasti fuori dalla prima media di Saline e tutta la comunità stanno affrontando da maggio per raggiungere un unico obiettivo: non chiudere la classe della frazione.  E ora, dopo le parole della dirigente regionale Palamone, gli animi della gente sono speranzosi.  «L'esito della riunione ci sembra molto positivo - esordisce una rappresentante del Comitato genitori che ha partecipato al tavolo delle "trattative" -. Palamone ci ha promesso che si occuperà del caso ed entro una settimana, dieci giorni, avremo le risposte».  Ad aumentare le aspettative per una conclusione felice della faccenda, la decisione della dirigente di favorire, in caso si trovassero fondi, la sopravvivenza delle classe dei centri minori rispetto a quelle delle grandi città.  «Se la Regione riesce a trovare i soldi necessari, Saline di sicuro verrà salvata. Abbiamo un 80% di probabilità di successo», continua il Comitato. Tuttavia, nel caso del mancato reperimento delle risorse necessarie, la classe di Saline non avrebbe un futuro. «L'indirizzo della Palamone è stato chiaro: no alla classe articolata. O una sezione a sé, o niente», spiegano ancora i genitori. In tal caso, le speranze della popolazione salinese rimarrebbero appese alla raccolta fondi, istituita dal sindaco, da destinare alla scuola, nonostante sia una strada che in molti vorrebbero scongiurare. «Non si dovrebbe pagare per la scuola pubblica», è la lamentela. Se invece la classe arriverà, sarà solo per l'anno avvenire (2011-2012). «Dovremo lavorare tutto il prossimo anno per garantirci una classe stabile, ad esempio vorremmo riportare il tempo pieno a Saline. In questa maniera, magari qualche volterrano deciderà di venire volontariamente qui», commentano i genitori. Sembra più scettica Sonia Guarnieri, esponente di minoranza del gruppo Progetto Originario, chiamata a partecipare all'incontro in Regione. «Il prossimo anno sarà tutto da rivedere - dice - la situazione sarà la stessa se non ci attiviamo in tempo. Il numero dei ragazzi iscritti alla prima media non va certo in crescendo».  I genitori in ogni caso aspettano il verdetto finale e si dicono soddisfatti dei risultati: «Abbiamo raggiunto una grandissima attenzione grazie al nostro impegno» concludono.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera