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Chiude Lemano Gennai l'ultimo mastro scarpaio il Colle resta senza calzolai
Francesca Suggi
Nella sua bottega storica ha fatto le sedie da regista a Visconti e alla Cardinale. Il sindaco s'appella ai giovani
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VOLTERRA. Non riaprirà più quella saracinesca di via Porta all'Arco che per oltre 70 anni ha fatto e riparato scarpe a tutta l'Alta Valdicecina. Dalle sue mani, quelle del mastro calzolaio Lemano Gennai, uscirono pure quelle sedie da regista per Luchino Visconti e Claudia Cardinale sul set del celeberrimo film "Vaghe stelle dell'Orsa". Dopo oltre mezzo secolo di attività, il novantenne, personaggio storico del Colle, a malincuore dice basta. Lasciando tutto il territorio sprovvisto di un maestro, come lo era lui. «Adesso le condizioni fisiche di babbo sono peggiorate tanto, ogni giorno dice che vorrebbe passare davanti alla bottega ma non ce la fa. Mi piange il cuore», racconta il figlio Daniele, ex dipendente Enel. E' ben consapevole che suo padre stia lasciando un vuoto non solo in città, ma in tutta l'area. Capisce l'appello del sindaco di Volterra Marco Buselli ai giovani del Colle in cerca di prima occupazione. «Volterra cerca un calzolaio, potrebbe interessare a qualcuno dare un seguito a questa attività che rischia di scomparire», dice il primo cittadino. Ma da figlio di un maestro del settore, Daniele Gennai mette le mani avanti: «Un mestiere del genere non si improvvisa». E riavvolge il filo del padre, quel ragazzino che da piccolo andava a imparare il lavoro in una bottega del Colle e che nel dopoguerra decise di aprirne una sua. «Lui è un artigiano, un professionista - continua - al di là delle scarpe, lui ha anche sostituito occhielli a vele storiche e addirittura ha ricostruito una sella di una pregiatissima moto d'epoca 50 anni fa». Daniele non nega che avrebbe voluto seguire le orme del babbo, ma «fu proprio lui a dirmi che non dovevo sporcarmi le mani, ma dovevo studiare per il mio futuro». Fino al dicembre scorso Lemano, un'istituzione per la città, ha tenuto comunque aperta la bottega. «Abbiamo centinaia di clienti - aggiunge il figlio - e diciamo che noi siamo favorevoli a dare in gestione la nostra attività, con tutte le attrezzature che abbiamo e il prestigio certo non possiamo svenderla».
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