Sul calo di consensi la Fiom fa autocritica
Marcello Franchi Segretario Fiom-Cgil Pisa
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In Piaggio sono ormai più di 10 anni che la FIOM perde consensi nelle elezioni delle rsu e, negli ultimi anni, anche fra gli iscritti, fino ad arrivare alla situazione attuale dove, comunque sia, la Fim ha superato, se pur di poco, la nostra Organizzazione. Questo non è stato un "fulmine a ciel sereno", nel senso che come Strutture Fiom a tutti i livelli, avevamo previsto da tempo la possibilità di quanto poi accaduto. Fare sindacato significa avere l'obiettivo di migliorare le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso la contrattazione, sostenuta dal confronto e dal conflitto, quando necessario, per ottenere risultati. Svalutare lo strumento dello sciopero, che è un diritto delle lavoratrici e dei lavoratori oggi fortemente sotto attacco, attraverso un uso non mirato, porta a un senso di impotenza ed è pura testimonianza. C'è qualcosa che non funziona alla Piaggio, come dimostra il fatto che in quasi tutte le altre Aziende del nostro territorio, la Fiom riesce ad ottenere risultati buoni, se non eccellenti alle elezioni delle Rsu: vedi la Continental (11 delegati su 12), la Asso Werke (5 delegati su 6), la Smith Bits (3 delegati su 3). Anche il "cambio di casacca" di ben 3 nostri ex dirigenti in Piaggio (ancorchè assolutamente non giustificabili) è dimostrazione di uno stato di malessere nelle relazioni che porta una perdita di consensi. In Piaggio non dobbiamo e non possiamo rassegnarci all'attuale "status quo", né fornire alibi all'azienda per sfuggire dal confronto di merito per darci le risposte che ci deve. C'è bisogno di un sereno confronto civile e corretto, con la nostra Rsu, con i nostri iscritti e con tutti i lavoratori per "riposizionare" la Fiom-Cgil sul gradino più alto della graduatoria. Soprattutto in un momento così difficile democrazia e rappresentanza devono essere al centro della nostra pratica sindacale.
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