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Notte da incubo a Fornacette. Prima di fuggire, i malviventi hanno legato marito e moglie
Svegliati e aggrediti in casa
Sabrina Chiellini
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Il luogo dov’è avvenuta la rapina a FornacetteI titolari di un laboratorio orafo derubati di 100mila euro
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FORNACETTE. Dormivano tranquillamente quando tre malviventi, parzialmente travisati, li hanno svegliati strattonandoli. Fabio Neri, 53 anni, orafo e commerciante di gioielli, e la moglie sono stati aggrediti nella loro casa, al primo piano di un edificio di via Fermi a Fornacette, confinante con una moschea e con un negozio di agraria. Volevano le chiavi della cassaforte.
I malviventi (per i carabinieri si tratta di ladri che si sono improvvisati rapinatori) hanno costretto la coppia - tra le 4,30 e le 5 della notte - a fare ciò che loro chiedevano. Volevano soldi e gioielli sapendo - e mentre rovistavano nelle varie stanze ne hanno avuto conferma - che prendevano di mira il proprietario di un'attività che commercia e gestisce un laboratorio orafo. Il tutto è avvenuto rapidamente, mentre i vicini di casa, che abitano sullo stesso piano non hanno visto o sentito niente di sospetto. È probabile che i rapinatori siano stati ripresi dalle telecamere dell'impianto di videosorveglianza di cui è dotato l'immobile: nessuna conferma è però arrivata dai carabinieri che hanno sequestrato le immagini della videosorveglianza. Una volta entrati nell'appartamento, i banditi, secondo la ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Pontedera, hanno trovato la cassaforte. Hanno quindi svegliato i proprietari, che difficilmente potranno dimenticare il faccia a faccia con i malviventi. Poi hanno intimato all'uomo di aprire la cassaforte, dopo averlo strattonato e spinto giù dal letto. Al commerciante di gioielli non restava che fare quello che i tre chiedevano. La cassaforte si è aperta e loro hanno prelevato oggetti d'oro per un valore di circa centomila euro. I coniugi sono stati legati con sacchetti di plastica e lasciati in casa.
Prima della fuga i rapinatori avrebbero detto loro di non muoversi, di non dare l'allarme. Poco dopo i Neri sono riusciti a liberarsi e hanno chiamato i carabinieri ai quali hanno raccontato come erano stati rapinati. Sul posto sono intervenuti sia i carabinieri di Calcinaia che di Pontedera e la polizia, anche se le indagini sono seguite dall'Arma. «Si tratta di un furto degenerato in rapina», ha detto il capitano Alessio Nigro, comandante della compagnia dei carabinieri di Pontedera. «Pensiamo a balordi che volevano commettere un furto in casa e che quando hanno visto la cassaforte hanno cambiato i loro piani». Possibile. Così come è probabile che chi è entrato nell'appartamento dei Neri conoscesse bene la loro attività e che cercasse qualcosa di più di due anellini o qualche oggetto d'oro da portare via. I carabinieri sono rimasti a lungo in via Fermi, ieri mattina, per rilevare eventuali tracce lasciate dai rapinatori.
I malviventi (per i carabinieri si tratta di ladri che si sono improvvisati rapinatori) hanno costretto la coppia - tra le 4,30 e le 5 della notte - a fare ciò che loro chiedevano. Volevano soldi e gioielli sapendo - e mentre rovistavano nelle varie stanze ne hanno avuto conferma - che prendevano di mira il proprietario di un'attività che commercia e gestisce un laboratorio orafo. Il tutto è avvenuto rapidamente, mentre i vicini di casa, che abitano sullo stesso piano non hanno visto o sentito niente di sospetto. È probabile che i rapinatori siano stati ripresi dalle telecamere dell'impianto di videosorveglianza di cui è dotato l'immobile: nessuna conferma è però arrivata dai carabinieri che hanno sequestrato le immagini della videosorveglianza. Una volta entrati nell'appartamento, i banditi, secondo la ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Pontedera, hanno trovato la cassaforte. Hanno quindi svegliato i proprietari, che difficilmente potranno dimenticare il faccia a faccia con i malviventi. Poi hanno intimato all'uomo di aprire la cassaforte, dopo averlo strattonato e spinto giù dal letto. Al commerciante di gioielli non restava che fare quello che i tre chiedevano. La cassaforte si è aperta e loro hanno prelevato oggetti d'oro per un valore di circa centomila euro. I coniugi sono stati legati con sacchetti di plastica e lasciati in casa.
Prima della fuga i rapinatori avrebbero detto loro di non muoversi, di non dare l'allarme. Poco dopo i Neri sono riusciti a liberarsi e hanno chiamato i carabinieri ai quali hanno raccontato come erano stati rapinati. Sul posto sono intervenuti sia i carabinieri di Calcinaia che di Pontedera e la polizia, anche se le indagini sono seguite dall'Arma. «Si tratta di un furto degenerato in rapina», ha detto il capitano Alessio Nigro, comandante della compagnia dei carabinieri di Pontedera. «Pensiamo a balordi che volevano commettere un furto in casa e che quando hanno visto la cassaforte hanno cambiato i loro piani». Possibile. Così come è probabile che chi è entrato nell'appartamento dei Neri conoscesse bene la loro attività e che cercasse qualcosa di più di due anellini o qualche oggetto d'oro da portare via. I carabinieri sono rimasti a lungo in via Fermi, ieri mattina, per rilevare eventuali tracce lasciate dai rapinatori.
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