Il Tirreno

Pontedera

«Vogliamo il divieto di caccia» I poderi fanno ricorso al Tar contro la Provincia di Pisa

Un gruppo di cacciatori dopo una battuta
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Un gruppo di cacciatori dopo una battuta

A Chianni la crociata di alcune tenute: con il fucile entrano nelle nostre proprietà, in passato pallini anche a bordo piscina

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 CHIANNI. Sono disposti ad arrivare fino alla Corte Europea pur di vedersi riconosciuto quel cartello di "divieto di caccia" intorno alle loro proprietà. Per adesso, i poderi di Chianni, una ventina in tutto, hanno fatto ricorso al Tar contro la Provincia, per aver rifiutato la loro richiesta di esclusione dei fondi rustici dalla gestione programmata della caccia. «Siamo stufi tutti gli anni di avere cacciatori che entrano nelle nostre pertinenze procurando non pochi disagi», dicono da via Campagna di Chianni.  E' una battaglia che va avanti dal 2001 quella tra le anime verdi di Chianni e la Provincia di Pisa.  Nel mezzo quell'attività venatoria mal sopportata dai poderi, tutti confinanti.  «Abbiamo tutti i requisiti per fare questa richiesta, con oltre 100 ettari di terreni confinanti di particolare pregio faunistico, facciamo allevamento, abbiamo turisti come ospiti - spiega Paola Zanin, del podere Cordicella -. La Provincia ci ha risposto che non ha potuto accogliere la nostra richiesta perché interferiva con la gestione programmata dell'Ambito territoriale caccia 14».  Ma i chiannerini non demordono. Gli episodi di cacciatori che osano nelle loro proprietà sono troppi. E fastidiosi.  «Io allevo asini amiatini che sono una specie protetta - racconta Claudia Jeandeau del podere Poggio ai Lupi - e ogni volta che ci sono i cacciatori intorno, con i cani che entrano nel recinto, loro si spaventano. Una volta avevo un'asina gravida, i cani di caccia cominciarono a rincorrerla. Un disastro».  In un'attività confinante, tanti anni fa, un cacciatore sbagliando uccise pure un cavallo.  E addirittura nel podere Lecceto, sempre in passato, alcuni pallini delle carabine arrivarono alla piscina.  «Nessuno si fece male, però questo è. Diciamo che la legge italiana garantisce una distanza di sicurezza così minima che quando uno spara e sbaglia i pallini percorrono ben altre distanze», sottolinea Ilaria Giuseppini.  Al momento sono quasi 12mila i cacciatori iscritti all'Atc 14, tra residenti nella provincia di Pisa e non.  I titolari delle attività stanno aspettando il pronunciamento del Tar.  Nel frattempo l'ansia è già alle stelle perché il 1º agosto comincia la caccia di selezione al capriolo.  «Saremo circondati da cecchini che aspettano e studiano i movimenti dei caprioli dai capanni tutti i giorni e la cosa è altamente rischiosa anche per chi, come noi e i turisti, vanno a fare passeggiate», riprende Paola Zanin.  Stessa preoccupazione dal podere Lecceta: «Davanti a casa nostra, all'uscita del sentiero delle passeggiate c'è un capanno e quando uno sbuca camminando si ritrova davanti i cacciatori col fucile puntato».

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