Il Tirreno

Pontedera

L'addio a Simona e ai suoi due bambini nel rione dov'era cresciuta

Una delle tre bare portata a spalle: erano tutte bianche
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Una delle tre bare portata a spalle: erano tutte bianche

Una settimana fa la tragedia: s'era uccisa insieme ai figli Lapo e Letizia nel rogo della sua vettura

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 FIRENZE. Chi entra nella piccola chiesa di San Bartolo a Cintoia non può fare a meno di guardare le tre bare bianche, sommerse di fiori e messaggi, ai piedi dell'altare. Sono quelle di una giovane madre, Simona Alessandroni, 40 anni, e dei suoi figli di 11 anni e 3 anni, Letizia e Lapo, residenti a Lari. I loro resti, una settimana fa, sono stati trovati carbonizzati nella campagna di Santo Pietro Belvedere. La donna si è uccisa, cospargendo la sua auto di benzina, insieme ai due bambini dopo averli storditi con un sonnifero. È il momento dell'addio.  Se non fosse per il lungo strazio di questi giorni genitori, amici e parenti stenterebbero a credere che quello che hanno davanti agli occhi è la realtà. Simona è cresciuta nel quartiere alla periferia di Firenze, per tutti una donna solare, legata ai suoi cucciolotti. «Come avrà fatto?», scuote la testa con commozione una pensionata. «Non ci può essere un grido più forte di quello che stiamo per celebrare», inizia l'omelia il parroco, don Dino Fusi, per poi riflettere sui mille perchè della tragedia. Le parole del religioso contengono un invito ad ascoltare i bisogni «di chi abbiamo vicino e che a volte non riusciamo a comprendere». All'atto folle compiuto dalla madre disperata non resta che rispondere, spera il parroco, cercando il conforto della fede.  Solo un pianto disperato rompe il silenzio nella chiesa, tra centinaia di sguardi pieni di sconcerto. È quello dei genitori di Simona che più volte, durante la cerimonia funebre, lasciano i loro posti per abbracciare quelle tre bare. Tenta di consolarli il figlio Vincenzo, anche lui molto provato dalla tragedia. L'uomo abbraccia con tutta la forza che trova gli anziani genitori, insieme cercano di farsi coraggio. Vicino a loro il convivente di Simona e il primo figlio dell'uomo, 13 anni, straziato dal dolore. Lui ha vissuto a Quattro Strade di Lari fino a pochi giorni prima della tragedia, nella villetta dove la famiglia si era trasferita da circa due anni circa. Alla fine della messa i ricordi di una compagna di scuola di Letizia, un dolce pensiero per Lapo e uno rivolto a Simona dagli amici del quartiere: «Ci stringiamo e vi abbracciamo forte». Lo stesso silenzio che accompagna tutta la cerimonia c'è all'uscita delle tre bare dalla chiesa.  Il padre di Simona quasi vorrebbe seguire la figlia nel suo ultimo viaggio. Tocca per l'ultima volta la bara, cerca di abbracciarla: «Simona era una persona buona».

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