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Pontedera

Consigliere chiede al Comune di intervenire

Impossibile farsi seppellire nella "nuda terra" a Cascina

Un cimitero di Cascina
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Un cimitero di Cascina

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  CASCINA. «Chi oggi manifestasse la volontà di essere sepolto, a fine vita, direttamente nella "nuda terra", a Cascina avrebbe seri problemi, anzi si tratta di una richiesta quasi certamente destinata a rimanere insoddisfatta». Mario Biasci, consigliere comunale, spiega cosa sta succedendo nei cimiteri di Cascina.  «Tutto questo è dovuto ad una errata previsione (risalente alla vecchia gestione) sulla ripartizione degli spazi interni ai cimiteri da destinare o alla sepolture murate o a quelle nel terreno, che ha lasciato pochi campi disponibili per l'inumazione, saturatisi in questi ultimi anni. Questo, in tutti i ventuno cimiteri comunali».  Il secondo motivo è legato ad un fenomeno comune a molte altre zone d'Italia, ossia il ritardo con cui «i corpi umani inumati (ed ancor più quelli tumulati) raggiungono un grado di trasformazione che consenta, trascorsi i dieci anni per i primi e trent'anni per i secondi, di rimuovere i resti e liberare lo spazio, fino ad allora occupato, per nuove sepolture. Difatti, è sempre più frequente che al momento dell'esumazione o dell'estumulazione i corpi siano ancora integri da doverli nuovamente seppellire per almeno altri cinque anni.  Tutto ciò ovviamente comporta una più lenta rotazione degli spazi di sepoltura». Può capitare che quando c'è da seppellire un morto in terra venga disposta in fretta e furia una esumazione per fare posto al morto più recente a volte senza che i familiari del defunto abbiano la possibilità di presenziare all'esumazione.  Il Comune di Cascina deve intervenire, secondo Biasci, con l'azienda che gestisce i cimiteri. Il consigliere comunale della minoranza al prossimo consiglio presenterà al sindaco la richiesta urgente di utilizzare come campo per l'inumazione il quadrato realizzato recentemente nel cimitero di Visignano.

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