Madre e due bambini morti carbonizzati in un'auto L'ipotesi è un un omicidio-suicidio
Sabrina Chiellini
Li hanno trovati abbracciati sul sedile posteriore di un'auto data alle fiamme. Sono una donna e i suoi due figli, residenti nella zona di Lari. L'allarme era scattato per la richiesta di spegnimento di un incendio di sterpaglie. FOTO I vigili sul luogo della tragedia
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CAPANNOLI. Li hanno trovati abbracciati, completamente carbonizzati. Irriconoscibili, devastati dal fuoco. Tutti e tre sul sedile posteriore di una Bmw attraversata da un'esplosione di morte. Madre e figli. Una donna di 40 anni, Simona Alessandroni, Letizia, 11 anni, e Lapo, 3. Sedili, serbatoio, carrozzeria sono stati polverizzati in una torrida giornata d'estate. In una strada sterrata di campagna vicino a piccoli orti e capanni con gli animali da cortile e non molto distante dalle case che si affacciano lungo la via Vecchia del commercio. Siamo a due passi dal paese di Santo Pietro Belvedere nel comune di Capannoli. Solo l'autopsia potrà dire se i bambini erano ancora vivi, se erano stati storditi quando la madre li ha stretti a sè per l'ultima volta. C'è un grande dubbio: li aveva già uccisi? Certo è che c'è stata una grande combustione, avvenuta rapidamente in un lasso di tempo abbastanza ridotto, così da fare ipotizzare che il fuoco sia stato "aiutato" magari con un liquido incendiario.
La morte deve essere stata immediata. Come li avrà convinti a seguirla? Difficile riuscire a immaginare la donna e i bambini, fermi e impassibili, mentre il fuoco divora le lamiere. Serviranno accertamenti tecnico scientifici, dopo i rilievi sul luogo dell'incendio, oltre all'autopsia per cominciare a mettere insieme i vari aspetti della tragedia. La scena straziante ha sorpreso e lasciato sotto choc i vigili del fuoco arrivati sulle colline dell'Alta Valdera per quello che sembrava l'ennesimo incendio di sterpaglie dovuto a siccità e incuria, avvenuto nel primo pomeriggio. Solo quando le fiamme erano sotto controllo - poco dopo le 16 - i pompieri si sono avvicinati alla Bmw. Non volevano credere ai loro occhi, in tanti anni di lavoro non avevano mai visto niente di simile. Tre cadaveri fusi, in un ultimo abbraccio. Una situazione che ha fatto pensare a un dramma familiare e le prime conferme sono arrivate appena i carabinieri sono riusciti a dare un nome a quei resti umani. «Abbiamo visto il fumo e il fuoco - diranno i cittadini che abitano nella zona e che hanno telefonato ai pompieri - ci sembra di avere sentito anche uno sparo, sicuramente un rumore simile a quello di uno scoppio».
Omicidio-suicidio è l'ipotesi più probabile, diranno poco dopo i carabinieri e il sostituto procuratore della Repubblica di Pisa Antonio Giaconi che sta seguendo le indagini e che è rimasto a lungo insieme ai carabinieri sul luogo della tragedia. L'amore di una mamma che degenera fino alla più terribile delle conclusioni. Dà e toglie la vita ai propri figli spinta dalla rabbia e dal dolore, inseguendo chissà quali pensieri di vendetta, pensando magari di punire il padre dei bambini con il quale aveva da poco interrotto una difficile relazione. Dalle Quattro Strade di Lari, dove abitava da circa due anni, Simona insieme ai suoi adorati bambini nati dalla relazione con Bruno Pucci, 35 anni, originario della provincia di Firenze, è arrivata fino in Alta Valdera. I tre corpi carbonizzati sono stati subito ritrovati e hanno lasciato un'intera comunità nello sconcerto. In molti sono rimasti a lungo a scrutare verso la strada sterrata che è stata completamente blindata fino a quando non è terminato il sopralluogo e l'auto è stata recuperata per essere posta sotto sequestro. Mentre gli uomini della scientifica dell'Arma e il sostituto procuratore Giaconi erano al lavoro è stata inviata una squadra di vigili del fuoco a Lari, nella palazzina dove la donna abitava insieme all'ex compagno, ai due figli e anche a un altro bambino di 12 anni, che l'uomo ha avuto da un'altra relazione. Bruno Pucci, 35enne, che lavora in una pasticceria a Prato, non si trovava. La casa di Quattro Strade era deserta. Nessuna traccia neppure del bambino di 12 anni che i vicini hanno sempre visto insieme alla coppia e che frequenta la scuola media. Si è temuto per la sua sorte. Ma lui ieri era a Firenze, lontano dalla tragedia. Dal tardo pomeriggio di ieri la palazzina è controllata dai carabinieri che hanno trovato due lettere lasciate dalla donna. Nel pomeriggio, completamente sconvolto dal dolore, il compagno della donna si è presentato spontaneamente dai carabinieri di San Casciano Val di Pesa mettendosi a disposizione del magistrato che conduce l'inchiesta. Era accompagnato da un amico e pieno di rabbia si è scagliato contro un fotografo che lo stava riprendendo.
L'uomo e la donna avevano avuto una relazione che negli ultimi tempi era diventata sempre più difficile forse anche per la lontananza. La donna era consapevole della crisi ma aveva sperato di poter superare il momento difficile. Fino a quando l'uomo avrebbe deciso di chiudere il legame e di trasferirsi vicino a Firenze visto che lavorava a Prato. Una realtà che Simona non riusciva ad accettare. Tanto che, secondo alcuni amici, la donna si era dimostrata disposta ad accettare certe decisioni del padre dei suoi figli sperando fossero momentanee. Quando ha avuto la certezza che non era così la rabbia deve avere preso il sopravvento. E ieri, rimasta sola con i bambini, ha messo in atto il più agghiacciante disegno che una madre possa avere.
Tre rose rosse con un biglietto con su scritto 'sarete sempre tutti e tre nel mio cuore' è stato infine lasciato dal fratello di Simona Alessandroni nel luogo della tragedia. «Non è possibile, non è possibile» ha continuato invece a gridare per tutta la notte Bruno Pucci, il padre dei due bimbi.
Un caso simile di omicidio-suicidio avvenne tre anni fa, sempre a Pisa, dove lungo l'argine dell'Arno furono trovati i corpi carbonizzati di Simone Parola, un ex fantino pisano di 39 anni, e dei due figli di 7 e 3 anni. Le indagini appurarono che l'uomo, dopo aver stordito i due bambini con un martello, si dette fuoco insieme a loro. Un atto di follia legato, questa la spiegazione di allora, alla separazione dalla madre dei due bambini.
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La morte deve essere stata immediata. Come li avrà convinti a seguirla? Difficile riuscire a immaginare la donna e i bambini, fermi e impassibili, mentre il fuoco divora le lamiere. Serviranno accertamenti tecnico scientifici, dopo i rilievi sul luogo dell'incendio, oltre all'autopsia per cominciare a mettere insieme i vari aspetti della tragedia. La scena straziante ha sorpreso e lasciato sotto choc i vigili del fuoco arrivati sulle colline dell'Alta Valdera per quello che sembrava l'ennesimo incendio di sterpaglie dovuto a siccità e incuria, avvenuto nel primo pomeriggio. Solo quando le fiamme erano sotto controllo - poco dopo le 16 - i pompieri si sono avvicinati alla Bmw. Non volevano credere ai loro occhi, in tanti anni di lavoro non avevano mai visto niente di simile. Tre cadaveri fusi, in un ultimo abbraccio. Una situazione che ha fatto pensare a un dramma familiare e le prime conferme sono arrivate appena i carabinieri sono riusciti a dare un nome a quei resti umani. «Abbiamo visto il fumo e il fuoco - diranno i cittadini che abitano nella zona e che hanno telefonato ai pompieri - ci sembra di avere sentito anche uno sparo, sicuramente un rumore simile a quello di uno scoppio».
Omicidio-suicidio è l'ipotesi più probabile, diranno poco dopo i carabinieri e il sostituto procuratore della Repubblica di Pisa Antonio Giaconi che sta seguendo le indagini e che è rimasto a lungo insieme ai carabinieri sul luogo della tragedia. L'amore di una mamma che degenera fino alla più terribile delle conclusioni. Dà e toglie la vita ai propri figli spinta dalla rabbia e dal dolore, inseguendo chissà quali pensieri di vendetta, pensando magari di punire il padre dei bambini con il quale aveva da poco interrotto una difficile relazione. Dalle Quattro Strade di Lari, dove abitava da circa due anni, Simona insieme ai suoi adorati bambini nati dalla relazione con Bruno Pucci, 35 anni, originario della provincia di Firenze, è arrivata fino in Alta Valdera. I tre corpi carbonizzati sono stati subito ritrovati e hanno lasciato un'intera comunità nello sconcerto. In molti sono rimasti a lungo a scrutare verso la strada sterrata che è stata completamente blindata fino a quando non è terminato il sopralluogo e l'auto è stata recuperata per essere posta sotto sequestro. Mentre gli uomini della scientifica dell'Arma e il sostituto procuratore Giaconi erano al lavoro è stata inviata una squadra di vigili del fuoco a Lari, nella palazzina dove la donna abitava insieme all'ex compagno, ai due figli e anche a un altro bambino di 12 anni, che l'uomo ha avuto da un'altra relazione. Bruno Pucci, 35enne, che lavora in una pasticceria a Prato, non si trovava. La casa di Quattro Strade era deserta. Nessuna traccia neppure del bambino di 12 anni che i vicini hanno sempre visto insieme alla coppia e che frequenta la scuola media. Si è temuto per la sua sorte. Ma lui ieri era a Firenze, lontano dalla tragedia. Dal tardo pomeriggio di ieri la palazzina è controllata dai carabinieri che hanno trovato due lettere lasciate dalla donna. Nel pomeriggio, completamente sconvolto dal dolore, il compagno della donna si è presentato spontaneamente dai carabinieri di San Casciano Val di Pesa mettendosi a disposizione del magistrato che conduce l'inchiesta. Era accompagnato da un amico e pieno di rabbia si è scagliato contro un fotografo che lo stava riprendendo.
L'uomo e la donna avevano avuto una relazione che negli ultimi tempi era diventata sempre più difficile forse anche per la lontananza. La donna era consapevole della crisi ma aveva sperato di poter superare il momento difficile. Fino a quando l'uomo avrebbe deciso di chiudere il legame e di trasferirsi vicino a Firenze visto che lavorava a Prato. Una realtà che Simona non riusciva ad accettare. Tanto che, secondo alcuni amici, la donna si era dimostrata disposta ad accettare certe decisioni del padre dei suoi figli sperando fossero momentanee. Quando ha avuto la certezza che non era così la rabbia deve avere preso il sopravvento. E ieri, rimasta sola con i bambini, ha messo in atto il più agghiacciante disegno che una madre possa avere.
Tre rose rosse con un biglietto con su scritto 'sarete sempre tutti e tre nel mio cuore' è stato infine lasciato dal fratello di Simona Alessandroni nel luogo della tragedia. «Non è possibile, non è possibile» ha continuato invece a gridare per tutta la notte Bruno Pucci, il padre dei due bimbi.
Un caso simile di omicidio-suicidio avvenne tre anni fa, sempre a Pisa, dove lungo l'argine dell'Arno furono trovati i corpi carbonizzati di Simone Parola, un ex fantino pisano di 39 anni, e dei due figli di 7 e 3 anni. Le indagini appurarono che l'uomo, dopo aver stordito i due bambini con un martello, si dette fuoco insieme a loro. Un atto di follia legato, questa la spiegazione di allora, alla separazione dalla madre dei due bambini.
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