Il Tirreno

Pontedera

La rievocazione dell’evento fatta dal teatro di Treggiaia apre lo Shopping sotto le stelle

Quando Garibaldi venne sul Piazzone così la storia "scende" per strada

Garibaldi arriva in carrozza
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Garibaldi arriva in carrozza

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 PONTEDERA. Voci. Sorrisi. Poi ovazioni e nasi all'insù. Garibadli arriva dal ponte Napoleonico, su una carrozza del Settecento. Centinaia di pontederesi rapiti dall'estro, incantati dal coraggio, estasiati da un'atmosfera che parla di passato. Di un viaggio lungo 146 anni.  Comincia così, con l'Eroe dei due mondi che percorre le strade del centro, accompagnato dal suo amico, il generale Luigi Stefanelli, pontederese doc, la rievocazione storica organizzata dal Comune. Con Garibaldi in camicia rossa, il sindaco Simone Millozzi con la fascia tricolore: il passato e il presente della nostra storia. Il sindaco era tra la folla. Quella fascia, messa durante il corteo, sottolinea l'adesione della sua municipalità, ai valori e agli ideali del Risorgimento.  Garibaldi venne a reclutare, in città giovani da portare verso la conquista di Roma. Giovani che, oggi come allora, si lasciano conquistare dalle parole del condottiero che, dal terrazzino dell'ex pastificio Paoletti (sopra il bar Salza) ha arringato la folla, dopo aver percorso via Gotti, via della Misericordia e buona parte del Corso. La gente del popolo, i figuranti del teatro popolare di Treggiaia, rigorosamente in abiti d'epoca, lo ha applaudito, al grido di Viva Garibaldi. Anche la Filarmonica Volere è Potere ha partecipato alla rievocazione storica. «Lo abbiamo fatto - dice il presidente Eugenio Leone - perché crediamo nel valore storico e simbolico della manifestazione: nel 150º anniversario dell'Unità d'Italia rendiamo tangibile la storia, facciamo incontrare alla gente la figura mitica dell'eroe».  Anche per la Filarmonica è stata una rievocazione: nel 1867 esisteva da 32 anni essendo stata fondata nel 1835. In quegli anni il Maestro della Banda era Giuseppe Pertiroli. Ad emulare la Banda del 1867, il "Quintetto degli ottoni": Alessandro Volpi, Massimiliano Messina, Massimo Fonti, Lorenzo Cei e Lorenzo Baisi.

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