Il Tirreno

Pontedera

Salvate il Libro di Pietra più famoso d'Europa

A sinistra Cristicchi durante la sua prima visita al padiglione dietro i graffiti
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A sinistra Cristicchi durante la sua prima visita al padiglione dietro i graffiti

Appello di Trafeli sui graffiti di Nannetti: richieste anche da New York

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 VOLTERRA. Arrivano richieste dai musei di Parigi, Bruxelles, Francoforte, New York. Il mondo si stringe attorno a quel Libro di Pietra che la città di Volterra sembra dimenticare sulle pareti dell'ex manicomio dove fu inciso, ma che oltre confine viene considerato come una delle forme di Art Brut più importanti d'Europa (produzioni artistiche non convenzionali realizzate all'interno degli ospedali psichiatrici).  Portano la firma, e soprattutto la storia dell'ex paziente Fernando Oreste Nannetti quei cento metri incisi sul muro dissestato, con la fibbia del panciotto. Lui un internato diarista, scrittore utopista mai compreso che lascia un unicum sulle pareti dismesse di quel che era il manicomio più grosso d'Italia, chiuso dopo la legge Basaglia. La lotta per "non dimenticare" parte dall'ex infermiere Aldo Trafeli, scomparso nel dicembre scorso, che dopo 30 anni di servizio all'ex manicomio e l'amicizia stretta con Nannetti è riuscito a trascrivere i graffiti del recluso "Nof 4" come si siglava. Adesso il figlio, Andrea, mette su l'associazione "Inclusione, graffio e parola" con l'obiettivo di portare avanti il lavoro del babbo e di difendere il patrimonio degli ex padiglioni. «Quando babbo è mancato - dice Andrea - ho ricevuto decine di lettere dai suoi ex pazienti che ne piangevano la morte. Diversi musei di Parigi e New York City mi hanno cercato per capire se era possibile salvare i graffiti e fare una mostra. Solo qui, a Volterra e in Italia, non riusciamo o non vogliamo capire l'importanza di questo patrimonio. E allora come diceva mio padre "Chi sono i veri matti? Se andiamo oggi all'ospedale e chiudiamo il cancello, da quale parte è il manicomio?"».  L'associazione e Andrea Trafeli non mollano. E provano a riaccendere le luci sul Libro di Pietra fatto di elenchi, giustapposizioni senza punteggiatura, disegni figurativi e frasi enigmatiche. Lo fanno il 9 luglio insieme al cantautore Simone Cristicchi che già anni fa interpretò la follia per non dimenticare. «Sarà l'ultima occasione - chiude Andrea - per ammirare questa città della follia. A breve si concluderà una trattativa di acquisto e tutta l'area diventerà il paradiso del lusso per un investimento milionario». F.S.

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