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Appello allAzienda sanitaria locale: «Riducete i tempi di attesa»
Mal di denti? Ripassi tra 3 mesi Sfogo dei genitori di un disabile
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Un dentista al lavoro e (a sinistra) lingresso dellospedale Santa Chiara di Pisa 3 MINUTI DI LETTURA
VALDARNO. I portatori di handicap non autosufficienti in caso di problemi dentali necessitano di cure mediche specifiche, più complesse rispetto alle altre persone. In questi casi anche per una semplice otturazione dentale, è necessaria un'anestesia generale, il che comporta l'utilizzo di una sala operatoria e la presenza di un'equipe di medici. Questi tipi di interventi non possono pertanto essere effettuati in studi dentistici ma servono strutture ospedaliere attrezzate. La delicata situazione che si presenta alle famiglie dei disabili è spesso complicata da lunghe liste d'attesa. È questo il caso di Carla e Giuliano che da quasi tre mesi aspettano di poter far sottoporre a un'estrazione dentale il figlio, 39enne disabile non autosufficiente dalla nascita. «Quando ci siamo resi conto che nostro figlio soffriva di forti mal di denti - raccontano -, ci siamo rivolti al reparto di odontostomatologia dell'ospedale Santa Chiara di Pisa, l'unica struttura nella provincia per questo tipo di interventi su disabili. Abbiamo trovato grande disponibilità da parte del direttore Mario Gabriele e della sua equipe ma nonostante il caso di nostro figlio sia stato indicato dal professore come urgente, i tempi d'attesa per l'intervento si sono rivelati di oltre un mese». Alla base di una lista d'attesa così lunga ci sarebbe la mancanza di disponibilità di sale operatorie. «Il problema - spiegano - è che il Santa Chiara, in caso di pazienti disabili, mette a disposizione la sala al reparto di odontostomatologia una volta alla settimana. Purtroppo però i disabili che assumono psicofarmaci sono particolarmente soggetti a problemi dentali e la richiesta è alta. Si creano così liste d'attesa inaccettabili per chiunque soffra di mal di denti, figuriamoci per un ragazzo che ha già delle problematiche e non è in grado di comunicare il suo malessere». A dilatare i tempi sono anche gli esami di routine necessari per i pazienti che si sottopongono ad anestesia generale. «Sono passate quattro settimane solo per effettuare e attendere le risposte degli esami del sangue, della visita cardiologica e di quella dall'anestesista - sottolineano -. Poi, per la sala operatoria serviva ancora un altro mese e mezzo con il rischio che la validità degli esami effettuati scadesse». I genitori sottolineano l'inadeguatezza delle liste di attesa per casi così delicati e particolari. «Nostro figlio è stato costretto a sopportare il dolore ai denti per troppo tempo con problemi di masticazione nonché irrequietezza causata dalla sofferenza. Fortunatamente siamo prossimi all'intervento, ma non vorremmo che altri ragazzi incontrino le stesse difficoltà. La nostra intenzione - concludono Carla e Giuliano -, non è quella di criticare medici e ospedale, vogliamo solo far conoscere una situazione di disagio per questi ragazzi che si potrebbe risolvere aumentando i giorni di disponibilità della sala operatoria».
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