Il Tirreno

Pontedera

Lo scempio non vale un "contentino"

Lo scempio non vale un "contentino"

La promessa di investire nelle frazioni non convince buona parte degli abitanti

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 SAN MINIATO. È la rabbia il sentimento che accomuna i cittadini di Isola dopo l'inizio dei lavori per la costruzione dei primi impianti fotovoltaici. Una quarantina le persone che hanno voluto maifestare le loro preoccupazioni in occasione dell'incontro sul tema promosso dal segretario del Pd di San Miniato, Massimo Baldacci. Cornice le mua del locale circolo Arci. Ma se la rabbia per lo scempio paesaggistico accomuna gli abitanti della frazione, diverse sono, invece, le reazioni e le richieste che i cittadini avanzano nei confronti delle istituzioni. C'è una spaccatura netta tra chi vuole che i soldi intascati dal Comune con l'affare fotovoltaico vengano reinvestiti per opere in favore delle comunità invase dagli impianti e chi, invece, non accetta il "contentino".  Chi non si rassegna all'invasione dei pannelli, infatti, chiede la dismissione immediata degli impianti troppo vicini alle abitazioni. Baldacci, nel suo intervento, ha comunicato la disponibilità dell'amministrazione a intervenire sul territorio con una sorta di conguaglio: «Mi sento di promettere - dice - che verranno effettuati degli interventi in favore delle comunità interessate dal caso fotovoltaico».  La prospettiva non dispiace affatto agli abitanti un po' più anziani della frazione, con Carlo Giglioli, presidente del circolo Arci del paese, che si fa portavoce di questa soluzione: «Visto che, ormai, il danno è irreversibile - fa sapere - ci aspettiamo che almeno i soldi che il Comune ricaverà da questa operazione vengano interamente reinvestiti nelle frazioni penalizzate».  Nessuno spazio a una trattativa unilaterale da Leonardo Marchetti e Umberto Mori, che non accettano di dover vivere per decenni circondati da una distesa di silicio solo per il guadagno di pochi. Mori non fa sconti: «Non vogliamo contentini, questi pannelli devono assolutamente essere tolti, non c'è altra soluzione al problema. Aggiungo anche che tutti i personaggi politici che hanno firmato o si sono espressi favorevolmente a un progetto come quello del fotovoltaico a Isola e Roffia dovrebbero dimettersi immediatamente». Rincara la dose Alessio Riganti: «Avete dimostrato di avere le competenze per danneggiare non solo il territorio, ma anche le persone che lo abitano. Dimettetevi prima di causare danni ancora più gravi».  Proprio la posizione dell'amministrazione comunale è uno degli argomenti sui quali si è discusso maggiormente nell'incontro di giovedì sera e anche su questo punto la popolazione si è divisa tra chi legge la situazione solo come conseguenza di una manifesta incapacità di gestione delle istituzioni e chi, invece, sente puzza di tresca tra interessi privati e cariche pubbliche.  «Mi sento di dire - afferma Andrea Coltelli - che Gabbanini e tutta l'amministrazione comunale ci sono dentro fino al collo in questa situazione. Il conflitto tra interessi pubblici e privati è stato ampiamente dimostrato».  Una posizione più cauta l'ha assunta, invece, Tiziano Cei, che si dice ancora convinto della buona fede dell'amministrazione. «Non mi sento di dire che il comportamento della giunta sia dettato dalla malafede, ma siamo di fronte a un'evidente incapacità di amministrare la cosa pubblica - sostiene Cei -. Come si fa, quando si presenta un progetto del genere in Provincia, a non accorgersi dell'evidente scempio ambientale al quale si sta andando incontro?». Gianni Rosini ALTRO SERVIZIO A PAGINA 3  

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