Martedì lincontro decisivo, ma le basi ci sono
Ci siamo: verso la firma il contratto dei conciari
Giacomo Pelfer
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SANTA CROCE. Sembra davvero ad un passo l'accordo per il nuovo contratto nazionale dei lavoratori conciari, che coinvolge più di 8mila addetti nel solo comprensorio del Cuoio. Un'attesa iniziata il 31 ottobre scorso e che ormai appare solo questione di giorni. Almeno fino a martedì, quando si terrà presso la sede Unic di Milano un incontro in forma plenaria con i rappresentanti sindacali. In quell'occasione, salvo sorprese, dovrebbero arrivare le firme in calce all'accordo. Ormai mancano solo le ultime limature, e anche un eventuale slittamento - si dice - sarebbe da attribuire a questioni puramente formali. Già nel pomeriggio di ieri si è tenuto un incontro, in forma ristretta, tra i rappresentanti di Unic e le segreterie sindacali per definire gli ultimi dettagli. Insomma, i capisaldi dell'accordo ci sono e appaiono stabili. Tra i sindacati sembra prevalere l'ottimismo, e una certa soddisfazione per un risultato che pochi mesi fa appariva molto più in salita. Soprattutto all'indomani dell'incontro del 12 gennaio, che aveva bloccato sul nascere ogni trattativa per il nuovo contratto, la cui utilità, denunciarono i sindacati, sarebbe stata derisa dai rappresentanti di Unic. Ne seguì un periodo di agitazione fatto di scioperi, incontri con gli amministratori locali e un presidio all'apertura di Lineapelle. Poi, dal 10 maggio, una lenta ripresa del dialogo. I mesi di silenzio, comunque, sarebbero serviti agli imprenditori per superare alcune divisioni, soprattutto per trovare un punto d'incontro tra le richieste dei vari distretti. Il futuro contratto sembra soddisfare i sindacati su molti dei punti da tempo in discussione, come l'aumento salariale, i giorni di malattia, con l'introduzione anche di alcune novità importanti per l'apprendistato. Rimane invece aperta la questione della flessibilità, che sta particolarmente a cuore agli imprenditori santacrocesi, ma che l'Unic avrebbe deciso di "scaricare" a livello locale, rinviandola alla contrattazione di distretto che dovrebbe aprirsi a settembre. Sarà un tema di grande dibattito, con le aziende, da un lato, che chiedono campo libero nell'assunzione di personale a tempo o interinale e i sindacati, dall'altro, che reclamano un tetto al 23% contro chi approfitta della situazione agitando lo spauracchio della crisi.
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