Debiti con fornitori e banca di 1 milione
Andreas Quirici
Santa Chiara tra carenze strutturali e ipotesi di rilancio. I sindacati: «Si parla di una nuova struttura a Chiarugi e di gestione con un privato»
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VOLTERRA. Un milione e 400mila euro di esposizione finanziaria verso la Crv di Volterra e vari fornitori è il dato relativo al bilancio dell'azienda di servizi alla persona S.Chiara che maggiormente preoccupa sindacati e dipendenti. Ma anche il cda che con questa cifra deve fare i conti con una gestione assolutamente difficoltosa. Nel recente incontro che l'azienda ha avuto con il personale, questo dato è emerso inesorabile, ma non è l'unico elemento di discussione (e di critica) attorno al "caso Santa Chiara". C'è un progetto, o almeno un'idea per ridurre le perdite che sono imputabili alle precedenti gestioni, ma anche allo scarso riempimento dei posti letto che ogni giorno fa perdere tra i 700 e i mille euro alle casse aziendali. Secondo quanto spiegato dal presidente Renato Bacci ai lavoratori e ai loro rappresentanti, esiste l'ipotesi di individuare una nuova sede (che dovrebbe essere il Chiarugi), ma anche l'opportunità di avvalersi della consulenza di un tecnico per trovare nuove soluzioni e strade per tamponare l'emorragia finanziaria e di coinvolgere un privato. Secondo la Cgil le iniziative non sono sufficienti a dare garanzie al personale. «Siamo consapevoli che l'assenza di risposte concrete e credibili per il S.Chiara - scrive il sindacato della Funzione pubblica - sia imputabile a un quadro legislativo e normativo nazionale che condiziona la normale attività socio-sanitaria toscana. Ma a oggi manca un piano di risanamento e di rilancio e l'attuale situazione continua a far registrare perdite all'azienda che si trova a impegnare il patrimonio immobiliare a garanzia del prestito erogato dalla banca». Quanto potrà durare questa situazione? Alla domanda della Cgil serve una risposta, «perché il fattore tempo è fondamentale», anche se «siamo nel campo delle idee, come quella di spostare il Santa Chiara al Chiarugi, senza che ci siano supporti di verifiche di fattibilità concrete». Il ricorso a un tecnico per valutare eventuali iniziative economiche, secondo Cgil, è importante e offre la speranza che emergano «in tempi ragionevoli elementi utili sui quali aprire un confronto dal quale scaturisca definitivamente un quadro di certezze e garanzie».
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