Il Tirreno

Pontedera

Lo promuovono i consiglieri Stefano Giannotti e Irene Storti

Rifiuti, nasce un comitato civico per rivedere il "porta a porta"

Giacomo Pelfer
Irene Storti
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Irene Storti

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 SANTA CROCE. Un comitato civico per rivedere e discutere l'introduzione del porta a porta. A promuoverlo sono Stefano Giannotti de "Il centrodestra per Santa Croce" e la consigliera Irene Storti, con l'appoggio del circolo Pdl Santacrocese Pisarno di Maurizio Donati. I rifiuti creano quindi nuove geometrie nella destra santacrocese, anche se - precisa Giannotti - «il nostro sarà un comitato apolitico, aperto a tutti».  Si alza il livello dello scontro sull'attivazione del porta a porta fissato per ottobre. Un servizio che costerà ai cittadini il 15% in più di tassa sui rifiuti (dopo l'aumento del 10% già deciso lo scorso anno) per coprire le spese di gestione richieste da Geofor. «L'amministrazione - attacca Giannotti - ci ha fornito il piano economico del porta a porta senza prevedere un progetto di fattibilità. L'obiettivo del comitato è quello di avere un piano di fattibilità da mettere sul mercato, in modo da valutare la possibilità di servirsi di altri gestori, oppure di svolgere il servizio in proprio». Sulla questione dovrebbe essere fissato a breve anche un consiglio comunale ad hoc.  Numerosi i punti in discussione, a cominciare dai mezzi necessari: 15 secondo Geofor, con un noleggio da 464mila euro l'anno. «Se il Comune li acquistasse in proprio, in base ai nostri preventivi, spenderebbe 738mila euro - afferma Giannotti -. Non si capisce, però, com'è possibile che servano 15 mezzi per un Comune da 14mila abitanti, quando nel Valdarno fiorentino ne usano 25 per un territorio da 90mila persone; potrei anche supporre che questo sovradimensionamento serva ad assumere personale da impiegare in altre zone. Secondo i nostri calcoli basterebbero 8 mezzi, da impiegare in due turni di 6 ore ciascuno».  Lo scontro sui numeri riguarda poi i costi di smaltimento per l'indifferenziato: «Se è vero - prosegue - che grazie al porta a porta raggiungeremo la soglia del 65% di differenziata, significa che produrremo circa 2.300 tonnellate in meno di indifferenziata, con un risparmio di 240mila euro. Nel piano economico si parla invece di 140mila». Altri costi da tagliare, secondo Giannotti, sono i 98mila euro l'anno per i sacchetti della carta e dell'organico: «Basta distribuire ai cittadini le ceste per la carta e utilizzare per l'organico i sacchetti biodegradabili, che ormai vengono forniti in ogni negozio e supermercato».  «Secondo noi - conclude l'esponente del centrodestra - con un progetto serio si potrebbe abbassare la Tarsu piuttosto che aumentarla, anche perché la differenziata funziona se il cittadino ne ricava un vantaggio. Per questo proponiamo di valutare una gestione in proprio». L'idea sarebbe quella di affidare il servizio alla Santa Croce Pubblici Servizi, alla quale l'amministrazione sta già trasferendo la gestione del patrimonio immobiliare.

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