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Parlano gli operatori commerciali dellazienda
«C'era il bisogno di legare maggiormente il cliente ma siamo i più convenienti»
C.M.
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PONTEDERA. Un invito a tornare a mettere i soldi sotto il materasso? Il «non tasso» - come è stato ironicamente ribattezzato il tasso dello zero per cento offerto ai correntisti di BancoPosta dall'1 settembre - non scuote più di tanto gli addetti ai lavori delle Poste. Abbiamo parlato con alcuni operatori commerciali dell'azienda Poste Italiane, che si occupano dei servizi bancari, per capire da cosa nasce quella che apparentemente potrebbe sembrare una mossa suicida: una lettera dai toni perentori che annuncia l'azzeramento degli interessi, peraltro nel momento meno propizio, con Poste sul banco degli imputati per il blocco del sistema informatico. «C'era l'esigenza di legare maggiormente il cliente a Poste Italiane - spiegano alcuni commerciali - spingendoli ad accreditare stipendi e pensioni e ad utilizzare i servizi. BancoPosta Più è in pista da diversi mesi, ma non era conosciuto abbastanza». E, per chiarezza, aggiungono: «Mettendo il vecchio Bancoposta a zero interessi, incoraggiamo il cliente a passare al nuovo BancoPosta». Ma non è una mossa azzardata, che rischia di far perdere a Poste molti clienti? «Guardi - risponde una commerciale - che in giro non c'è molto di meglio. Sono tantissime le banche che offrono interessi vicini allo zero, e con spese di tenuta conto tuttaltro che trascurabili. Pensiamo di essere ancora i più competitivi». Certo, la strategia di comunicazione poteva essere meno scioccante. E su questo la commerciale preferisce tacere...
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