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«L'azienda ci fa sbagliare il lavoro»
Sale lo scontro alla TMM, appello dei sindacati alla direzione
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PONTEDERA. «Lasciateci lavorare al meglio delle nostre capacità». È l'appello dei dipendenti della TMM di Pontedera, di cui si fa portavoce la rappresentanza sindacale dell'azienda. Il nodo sono le modifiche introdotte nel processo di produzione delle marmitte. «Negli ultimi tempi scelte tecniche aziendali fanno si che non si riesca a lavorare al meglio delle nostre capacità - sostiene la Rsu TMM -. E gli accorgimenti adottati dai lavoratori per ovviare alle carenze, che sono il frutto delle scelte imposte dall'azienda non bastano più». Che aggiunge: «Riteniamo assurdo consumare lunghe ore di lavoro per recuperare gli scarti, quando occorrerebbe ben poco per evitarli in prima battuta». Lavoratori e Rsu non ci stanno. «La nuova direzione ci ha tacciato di invadenza, dicendo che le scelte tecniche non ci riguardano». Il guaio è che l'azienda è alle prese con una delicata fase. È di febbraio l'accordo che prevede un anno di contratto di solidarietà per i 108 addetti oltre alla possibilità di uscita incentivata verso la pensione ela mobilità volontaria. E tutto fa economia, anche la possibilità di produrre in modo efficiente. Una soluzione che ha permesso di accantonare la richiesta dell'impresa di aprire una procedura di mobilità per 51 addetti. «L'azienda oggi sopravvive grazie agli enormi sacrifici dei lavoratori - affermano i sindacalisti - Gli amministratori delegati che di volta in volta si sono succeduti non hanno portato quelle capacità imprenditoriali necessarie allo sviluppo di un'azienda, che aveva ed ha potenzialità notevoli, compreso la buona qualità delle maestranze. Hanno solo saputo proporre tagli e ridimensionamenti». Che sottolineano come «nonostante ciò i sindacati hanno sempre cercato forme di confronto per salvare l'occupazione. Ed è grazie a questo percorso che l'azienda è ancora viva». La richiesta alla nuova dirigenza, approdata in fabbrica nei mesi scorsi è ferma. «Rivendichiamo il nostro ruolo di rappresentanza sindacale, che in tutti questi anni nessuno ci ha mai negato e, come ci ha chiesto la proproietà in vari incontri, di continuare a collaborare con serietà». M.M.
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