Meteo
A rischio una serie di opere pubbliche. E le imprese che le hanno già eseguite si trovano in brutte acque
I Comuni non pagano più i fornitori
Paola Silvi
◗
La strada di collegamento tra i due svincoli della Firenze-Pisa-Livorno rimasta da completare. Oggi viene firmata la convenzione per la conclusione dellopera Grido d'allarme dei sindaci: i soldi ci sono ma non possiamo spenderli
2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Da una parte milioni di investimenti in opere pubbliche che ristagnano. Dall'altra migliaia di fatture non liquidate. In mezzo i comuni della Valdera alla prese con il patto di stabilità che paralizza le risorse e le intenzioni. A chiudere il cerchio le ditte che annaspano nell'attesa dei pagamenti. Che restano in bilico per mantenere aperti i cantieri e salvaguardare i dipendenti. Da Bientina a Lari, da Calcinaia a Ponsacco, a Pontedera la situazione ha le stesse, tragiche caratteristiche. Un effetto domino che non prevede via d'uscita immediata. «E' una vergogna», non esita a riassumere così lo scenario il presidente dell'Unione Filippo Fatticcioni. «In questo modo non possiamo andare avanti. Realizzare opere pubbliche - dice Fatticcioni - è l'unico sistema per riattivare e rimettere in moto l'economia locale ma con il patto di stabilità è tutto bloccato. Abbiamo progetti esecutivi pronti nei cassetti da anni e non troviamo la possibilità di accedere ai soldi fermi nelle casse comunali». Senza contare l'immobilità di capitale per le opere già programmate, le scarse disponibilità finanziarie per lavorare e i fornitori che non vengono pagati. A rischio dunque non solo la nascita delle strutture pubbliche ma anche il futuro di chi vive dei frutti dell'industria edile. A Bientina ammonta a 800mila euro la somma delle fatture emesse per lavori già compiuti ma che non potrà essere pagata in tempi brevi. Capannoli deve fare i conti con un debito momentaneo di 700mila euro, Lari con 810 mila euro mentre solo Calcinaia sembra passarsela un po' meglio con soli 120mila euro di uscite ancora da pareggiare. «L'80% circa di telefonate che arrivano ai centralini delle amministrazioni comunali - rincara la dose il presidente dell'Unione della Valdera - appartengono alle ditte appaltatrici. Queste aziende portano avanti i loro impegni con costanza ma non guadagnano. Anche le convenzioni che abbiamo messo in atto con gli istituti di credito sono palliativi. Di fatto, se le ditte tirano un sospiro di sollievo, il Comune sposta il debito da queste alle banche». E c'è di più. L'elenco delle opere in standby è lungo e sofferto. Nonostante i 3 milioni e 200mila euro in cassa, a Bientina non saranno costruiti gli alloggi sociali. Non serviranno i 3 milioni e 650mila euro di Calcinaia per risanare la scuola secondaria e la palestra di Fornacette. Intoccabili anche i 3 milioni di Capannoli e ingessate le realizzazioni di piazze, parcheggi e arredo urbano. Stoppato il primo stadio di avanzamento del Pip di Santa Maria a Monte che non può accedere ai suoi 3 milioni e 500mila euro così come Lari non farà partire la riqualificazione del cimitero di Casciana e i lavori alla nuova scuola.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
