Il Tirreno

Pontedera

Vanno in fumo 80mila euro di pelli

Il sopralluogo dei carabinieri di Santa Maria a Monte
◗
Il sopralluogo dei carabinieri di Santa Maria a Monte

Rogo nel magazzino di una conceria che era già stata danneggiata da un incendio

2 MINUTI DI LETTURA





SANTA MARIA A MONTE. Un incendio ha mandato in fumo decine di pancali contenenti pellame per un valore di oltre ottantamila euro. Sulle cause del rogo non c'è alcuna certezza. I proprietari del magazzino sono gli stessi di una conceria di Santa Croce che circa venti giorni fa è stata interessata da un altro incendio causato - così era risultato dopo le verifiche - da un corto circuito. Proprio per questo motivo i titolari dell'azienda di Santa Croce erano stati costretti a trasportare, anche se provvisoriamente, le pelli a San Donato di Santa Maria a Monte in un magazzino di loro proprietà situato al piano terreno di una villetta dove abita un cinese che in questo periodo si trova all'estero.  A rendersi conto che nel garage-magazzino c'era un incendio - dopo le due di notte - è stata una badante che vive con una famiglia della zona.  La donna ha dato l'allarme telefonando ai vigili del fuoco dopo avere visto il fumo. I pompieri del distaccamento di Castelfranco hanno dovuto lavorare a lungo per spegnere le fiamme, mentre la bonifica si è conclusa solo ieri mattina.  Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Santa Maria a Monte che, a loro volta, hanno informato i proprietari, Roberto e Marcello Boschi, di Pontedera.  La prima stima dei danni si aggira su oltre ottantamila euro. Il magazzino conteneva quaranta pianali carichi di vari pellami, per un totale di circa 90mila piedi.  Gli imprenditori pontederesi hanno detto di non sapersi spiegare cosa possa avere innescato l'incendio. E in questo momento il fatto dei due incendi appare come casuale.  Non sembrano esserci ulteriori collegamenti. Il rogo avvenuto all'interno della loro conceria "La Futura" di Santa Croce sull'Arno era stato causato da un problema elettrico. Purtroppo i vigili del fuoco non hanno potuto stabilire con altrettanta certezza le cause di questo secondo incendio avvenuto a distanza di così poco tempo dall'altro e sempre ai danni degli stessi due imprenditori del settore conciario.  Anche se i carabinieri non si sbilanciano nelle ipotesi è chiaro che cercheranno, insieme ai vigili del fuoco, di capire se è possibile individuare da dove sono partite le fiamme.  L'appartamento al primo piano della villetta è stato dichiarato inagibile nella tarda mattinata di ieri dopo che i pompieri hanno verificato le condizioni del solaio. Restano ora quantali di pellame bruciati e da smaltire.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani