Il Tirreno

Pontedera

Materna, in cinquanta aspettano una soluzione

Uno striscione affisso in città per protestare contro la mancanza di posto a scuola
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Uno striscione affisso in città per protestare contro la mancanza di posto a scuola

Alla Montagnola la nuova protesta delle mamme dei bambini rimasti senza sezione

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 PONTEDERA. Il suo bimbo è il secondo degli esclusi in lista di attesa. Pur avendo il fratello maggiore che il prossimo anno frequenta il secondo anno alla scuola materna Madonna dei Braccini. «E' un'ingiustizia colossale», racconta babbo Massimo. Lui, per lavoro, fa una vita "itinerante". La moglie lavora e questa esclusione va giù come un macigno per la famiglia che accende ancor di più il coro dei genitori appesi a un lumicino.  Un lumicino che si chiama classe regionale e che, forse a luglio, risolleverà dall'incertezza tutte le famiglie rimaste fuori. Sono 50 in totale i bambini in questa situazione, tra la materna di Madonna dei Braccini alla Borra e quella dei Villaggi.  Nell'attesa il neo comitato non sta a guardare.  Insieme agli striscioni già attaccati, a giorni ne spunterà uno nuovo davanti al cancello del parco della Montagnola. "Perchè i miei amici sì e io no?" potrebbe essere una delle scritte che andranno a rincarare il messaggio contro l'esclusione.  Proprio come quelle magliette che anche lo scorso anno i baby rimasti fuori indossarono per manifestare contro la stessa situazione. «E' da tre anni che va avanti», spiega Letizia Valseghi che si fa portavoce di questo malessere diffuso.  Tanti i commenti che si stanno rincorrendo anche sul gruppo Facebook nato ad hoc "Chiedo asilo a Pontedera". Parola d'ordine è non spegnere la luce sulla questione.  Così come è ancora incredibilmente viva la vicenda accaduta nei giorni scorsi riguardante il pezzo di plafoniera caduto giù dal soffito in una quarta della scuola elementare De Amicis. Un bambino si graffia, niente di grave.  Ma sicuramente poteva andare peggio, come raccontano alcuni genitori che danno voce all'incidente. Lo fanno all'indomani dell'inaugurazione in pompa magna del tetto della scuola. Magari infastiditi proprio dal contrasto: da una parte la cerimonia, dall'altra alcune situazioni strutturali che la scuola ancora deve sanare, a tutela degli alunni.  Va giù non troppo bene alla preside-assessore Liviana Canovai che qualcuno abbiamo raccontato il fatto. L'altro ieri sono stati subito convocati i rappresentanti di classe per capire "chi aveva fatto cosa". La posizione non cambia: «Ci siamo sentiti scavalcati, noi rappresentanti siamo i punti di riferimento delle classi e i genitori si dovrebbero rivolgere a noi, oppure alla preside, non all'esterno. E poi, proprio dopo l'inaugurazione del tetto, è ridicolo», dice Sonia, rappresentante di quinta. Della serie, i panni sporchi si lavano in famiglia?. F.S.

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