Il Tirreno

Pontedera

Manifesto funebre per la morte del Chiarugi

Riccardo Rinaldi
<b>MANIFESTO FUNEBRE </b>Vicoli tappezzati con il nercologio sul Chiarugi fatto dagli ex inquilini
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MANIFESTO FUNEBRE Vicoli tappezzati con il nercologio sul Chiarugi fatto dagli ex inquilini

Gli inquilini "sfrattati" dell'ex padiglione inagibile ringraziano per la fine la proprietà

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 VOLTERRA. Il Chiarugi è morto. A darne il triste annuncio sono gli inquilini tutti che ringraziano pubblicamente il presidente Renato Bacci e tutto il suo Cda. Le campane delle chiese non hanno suonato a morte perché il caro estinto ha preteso un funerale laico, ma i parenti più stretti, gli affittuari non si sono potuti esimere dall'informare la città con il più classico dei manifesti funebri.  Dalla strada del mercato cittadino che ieri occupava viale Ferrucci, fino alla pensilina dei bus dell'ospedale di Volterra il mortuale inchiostro nero campeggiava incorniciato nell'annuncio funebre. "Dopo una lunga agonia è mancato all'affetto dei suoi inquilini il Chiarugi" questo il lapidario messaggio, con cui i volterrani si sono svegliati. Un messaggio che, almeno moralmente, viene lanciato da generazioni e generazioni d'inquilini che lì vi sono cresciuti anagraficamente, artisticamente e socialmente. Un messaggio funebre con tutti i canoni del caso. Per non lasciare dubbi sui presunti colpevoli "si ringrazia il presidente e tutto il Cda del S.Chiara per aver contribuito al suo decesso". Così si chiudono i conti, almeno ironici, sulla fine di una vera e propria istituzione cittadina; una fine che rammarica artisti, musicisti e pittori, associazioni e semplici cittadini che all'interno del Chiarugi coltivavano un hobby oppure evadevano dalla realtà.

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