Italia
Interporto, capannoni fantasma strozzati dalla crisi economica
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SAN MINIATO. Era il giugno del 2001 quando la San Genesio Immobiliare Spa, controllata interamente da Carismi, acquistò i terreni di San Donato che l'amministrazione comunale aveva destinato alla creazione dell'interporto: 30 ettari di terreno che avrebbero accolto magazzini e uffici direzionali. Il tutto nel punto nevralgico del comprensorio, a ridosso dell'uscita Fi-Pi-Li di Santa Croce e della futura Bretella del Cuoio, cui si aggiunse la creazione di un terzo binario delle ferrovia e stazione ad hoc. La San Genesio Spa portò a termine l'iter burocratico e l'urbanizzazione dell'area, per poi alienare la mega lottizzazione al gruppo Casprini Holding, che a sua volta ha ceduto tutta l'area, tranne il complesso occupato in parte dal liceo Marconi (acquistato dalla Provincia), al gruppo BTP (Baldassini-Tognozzi-Pontello), che negli ultimi anni ha realizzato buona parte dei fabbricati dell'interporto. Un progetto rimasto poi strozzato dalla crisi economica e dalle note difficoltà, anche giudiziarie, che hanno investito la Btp. Il risultato è uno squallido biglietto da visita per il distretto del Cuoio. G.P.
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