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Pontedera

Un altro gatto impallinato a Usigliano di Lari

Il gatto ferito
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Il gatto ferito

La denuncia della Dav che chiede ai cittadini di segnalare subito ai primi sospetti

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 LARI. Un altro gatto impallinato. Sembra quasi diventato uno sport diffuso quello di sparare a cani e gatti. L'ennesimo caso è segnalato dalla Dav, associazione animalista molto attenta a questo genere di episodi. Quasi mai sono stati trovati i responsabili. «È stato ritrovato un altro gatto ferito gravemente da una fucilata a Usigliano di Lari. Olmo, questo il nome dell'ultima vittima - spiega Alessio Giani, presidente della Dav - è tornato casa con numerose ferite e pallini in corpo; una situazione non facile che si è subito presentata in tutta la sua gravità dopo la visita del veterinario, che ha potuto riscontrare numerosi pallini nel corpo ed in particolare nel cranio, nonché un edema del globo oculare». Il gatto è stato sedato per poterlo curare e per evitargli le sofferenze. «Come associazione siamo molto preoccupati per quello che sta prendendo tutti i contorni di un triste fenomeno. Se infatti, all'insorgere dei primi casi, potevamo parlare di incidenti di caccia o stupidità di pochi dovuta al caso o all'occasione, adesso siamo di fronte ad un problema reale che ha lasciato dietro di sé una scia considerevole di vittime». L'elenco degli episodi è lungo: a cominciare dai due gatti, il primo ferito da una freccia a Capannoli e il secondo sempre da una fucilata, risalenti alla seconda metà del 2010, fino a giungere al povero alano anch'esso colpito da un colpo di fucile nella notte del 31 dicembre scorso a La Rotta, fino agli ultimissimi casi di Perignano domenica scorsa (un gatto ferito con una carabina) e a quello di oggi. «Tutti casi che, a questo punto, fanno emergere un problema di stupidità diffusa e di incivilimento», continua l'associazione.  Ci sono altri aspetti, oltre a quelli della crudeltà verso gli animali, da prendere in considerazione. «Chi spara a gatti e cani è potenzialmente un pericolo anche per le persone che, magari, potrebbero trovarsi nel "posto sbagliato al momento sbagliato", mentre queste persone si divertono con i rispettivi fucili».  La Dav chiede ai cittadini di collaborare con le forze dell'ordine «segnalando tutto quel che sanno riguardo a questi episodi. Occhi e orecchie che non possono certo sostituirsi a chi è chiamato a porre fine a fenomeni come questo, ma che rappresenterebbero indubbiamente un aiuto prezioso e capillare, nonché un atto di civiltà», conclude la Dav, che del rispetto della vita e dell'ambiente ha fatto «la sua ragion d'essere». S.C.

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