Italia
Il Pd a confronto sulleconomia
«Un tavolo permanente tra imprese e politica per rilanciare il lavoro»
Gianluca Campanella
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CASCINA. «Il vento sta cambiando», dicono al polo tecnologico di Navacchio, dove ieri mattina politici di centrosinistra e imprenditori locali si sono incontrati per dialogare. Un'iniziativa politica, «ma non elettorale, perché le elezioni sono passate», in cui Vittorio Bugli, capogruppo del Pd in consiglio regionale, ha chiesto «due/tre nomi per portare la vostra esperienza a Firenze e formare un tavolo permanente». Il convegno, organizzato dal Pd provinciale, si intitolava "Politiche regionali per l'innovazione delle micro e piccole imprese toscane". In genere in queste occasioni prima c'è la relazione e dopo il dibattito. Ma ieri, al contrario, prima il segretario provinciale del Pd Francesco Nocchi e il consigliere regionale Ivan Ferrucci hanno ascoltato critiche e proposte delle imprese. Nella successiva tavola rotonda si è fatto il punto. Dove non mancano le contro-critiche. Paolo Ferragina, prorettore alla ricerca applicata dell'Università di Pisa, invita i privati a «uno sforzo maggiore per investire sulla ricerca: evitiamo le fughe di idee; ci rubano quelle, non i cervelli». Ma il clima è costruttivo. Andrea Di Benedetto, presidente dei giovani imprenditori Cna, da un lato punzecchia Artea: «L'agenzia per le erogazioni in agricoltura paga con un anno e mezzo di ritardo e così ci fa fallire». Dall'altro è «disponibile alla sfida»: basta coi finanziamenti a pioggia, «vogliamo lavoro, non aiuti. Il pubblico ci deve responsabilizzare non con verifiche burocratiche, ma con finanziamenti immediati, che noi restituiamo se non produciamo risultati». Fare rete, però, «non deve significare nuovi consorzi», secondo Maria Chiara Carrozza, direttore della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa: «La Regione Toscana mette a disposizione fondi vicariando l'assenza del governo nazionale, ma alla politica chiediamo di essere valutati e rispettati per la nostra capacità di competere». Insomma Gianfranco Simoncini, assessore regionale allo sviluppo economico, è possibilista su un cambio di ruolo di Fidi Toscana: ora fa da garante per il microcredito, «ma se deve diventare banca di investimento e non solo di garanzia, è necessario che partecipino anche gli istituti privati». Solo sulla governance non c'è accordo: per Alessandro Giari, presidente del polo, «nell'ambito della ricerca applicata è il mercato che comanda, non gli atenei».
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